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CINEMA/ Soddisfatti o rimborsati, Francia apripista

La provocazione arriva dalla Francia: un piccolo circuito cinematografico di 12 sale, C2L, ha lanciato una nuova carta ‘di garanzia’ che permette allo spettatore di lasciare la sala nei primi 30 minuti se il film non è di gradimento. E in Italia? «Facciamo già tanta fatica a farli entrare in sala che se li aiutiamo pure ad uscire è finita», ironizza ma non troppo Alessandro Gassmann all’ANSA. Per Riccardo Tozzi, produttore di Cattleya e presidente dell’Anica, «l’idea è stravagante ma affatto da sottovalutare. Il rapporto tra pubblico e sala ha grande bisogno di innovazione e tutte le iniziative sono da osservare con attenzione». La procedura ideata dai francesi apripista è semplice: lo spettatore deve solo acquistare la carta speciale ‘garanzia’ a 50 euro. Questa presenta il doppio vantaggio di offrire dieci film a 5 euro (contro i 10 euro del biglietto normale) e di essere rimborsati se si decide di lasciare la sala nei primi trenta minuti. Un lasso di tempo che però include anche le pubblicità. Per il momento, l’idea della C2L sembra sedurre gli spettatori, con un aumento dell’affluenza. Mentre i grandi distributori già temono che possa essere adottata anche da catene cinematografiche più importanti come Pathé, Ugc o Gaumont. Per Gassmann, in sala con Se Dio Vuole di Edoardo Falcone, «il cinema va pagato nel senso che nella circolarità dell’economia gli introiti permettono di produrre altri film. Forse i francesi, che hanno una ben diversa industria cinematografica, possono permettersi iniziative come questa, noi in Italia già fatichiamo tanto. C’è da dire però che una ‘minaccia’ di questo tipo comporterebbe una maggiore attenzione alla qualità della produzione». Il ‘sistema’ delle tessere, a prescindere dal ‘soddisfatti o rimborsati’, è un meccanismo di fidelizzazione che «può aiutare il cinema in sala, quindi gli esercenti, quindi tutta l’industria – osserva Tozzi – alcuni cinema in Italia lo stanno cominciando a fare, ma dovrebbe a parer mio essere ben più esteso e i francesi, come dimostra anche questa ulteriore iniziativa del rimborso, sono più avanti, avendo a cuore il cinema».

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