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MUOS/ L’impianto di Niscemi tra proteste, tribunali e politica

Il 1 aprile 2015 la procura di Caltagirone ordina il sequestro dell’impianto Muos di Niscemi per violazione delle norme ambientali. È solo l’ultimo atto di una complessa vicenda cominciata nel 2006. Il Muos, Mobile User Objective System, è un moderno sistema di telecomunicazioni satellitare della Marina militare statunitense composto da cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra, collocate in Virginia (Usa), Hawaii, Australia e Niscemi (Caltanissetta), in Sicilia. Ciascuna stazione si compone di tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri, che trasmetteranno in banda Ka (microonde), e due antenne elicoidali, alte 149 metri, in banda UHF. Il suo scopo è il controllo e il coordinamento di tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo e, in particolare, permetterà la comunicazione tra i cosiddetti utenti mobili, tra cui i droni, che si trovano anche a Sigonella. Originariamente la costruzione dell’impianto satellitare era prevista a Sigonella, ma i vertici militari americani decidono di spostarla a Niscemi dopo che una simulazione informatica del sistema mostra la possibilità che le onde elettromagnetiche facciano detonare sistemi d’armi, munizioni, propellenti ed esplosivi ospitati nello scalo aeronavale siciliano. Il Ministero della Difesa italiano dà il via libera alla costruzione dell’impianto e il 24 gennaio 2007 il comando dell’Aeronautica militare di Sigonella inoltra il piano per l’istallazione della stazione Muos all’assessorato siciliano Territorio e Ambiente, dato che la base di Niscemi si trova nella riserva naturale di Sughereta. Il 9 settembre 2008 la Conferenza dei Servizi convocata presso l’assessorato Regionale Territorio e Ambiente, e a cui partecipa anche il Comune di Niscemi, esprime all’unanimità parere favorevole al Muos. Intanto all’Arpa è affidato il monitoraggio e rilevamento dei campi elettromagnetici presso le abitazioni civili presenti nella zona della Sughereta e a febbraio 2009 il primo cittadino di Niscemi chiede l’avvio del riesame del nulla-osta rilasciato dal Comune riguardo l’istallazione della stazione Muos. Nello stesso mese nasce il primo comitato No Muos e il coordinamento dei sindaci e dei consigli comunali del comprensorio. A giugno 2011 il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo e l’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa firmano un protocollo d’intesa che impegna la Regione a «concludere positivamente» l’iter di approvazione per la costruzione dell’impianto. Il 28 giugno la Regione autorizza la realizzazione degli interventi per la stazione Muos e mentre si rincorrono studi discordanti sulle conseguenze dell’impianto per la salute dei cittadini, il Tar di Palermo rigetta la richiesta di ordinanza cautelare avanzata dal Comune di Niscemi per sospendere i lavori. Il 5 ottobre 2012 la Procura di Caltagirone mette i sigilli al cantiere della stazione Muos di Niscemi per ipotesi di reati ambientali, ma il 28 ottobre il tribunale della Libertà di Catania annulla il sequestro. Attivisti del Movimento No Muos, cittadini, consiglieri e amministratori di Niscemi si mobilitano per impedire l’accesso alla base di Niscemi di mezzi pesanti che potrebbero servire al posizionamento delle parabole. A marzo 2013 il governatore della Sicilia Rosario Crocetta, che in campagna elettorale si era detto contrario al Muos, ordina l’interruzione dei lavori in attesa che l’Istituto Superiore di Sanità formuli un parere sulla pericolosità delle antenne. Filmati di attivisti dimostrano però che i lavori all’interno della base proseguono e il ministero della Difesa impugna la decisione della Regione presso il Tar di Palermo che la respinge. Prima del pronunciamento del Cga però, il presidente Crocetta fa retromarcia e, sulla base della relazione dell’Iss che esclude pericoli per la salute, revoca la sospensione delle autorizzazioni. Le manifestazioni contro il Muos continuano, così come i lavori alla base dove vengono innalzate tutte le tre parabole. In Senato calendarizza una serie di audizioni sul Muos. Il 13 febbraio 2015 i giudici del Tar di Palermo accolgono i ricorsi presentati dal Comune di Niscemi, dal Movimento No Muos Sicilia e da Legambiente contro il Muos, fermandone i lavori. Un mese dopo, l’Avvocatura dello Stato per conto del Ministero della Difesa presenta ricorso e il 1 aprile scorso la procura di Caltagirone ordina il sequestro dell’impianto Muos di Niscemi per violazione delle norme ambientali.

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