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RUGBY/ Arrestato Muliaina, torna in forse il futuro con le Zebre

Uno straniero come in Italia non se ne vedevano dalla prima metà degli anni 90. Così era stato definito l’arrivo di Mils Muiaina, 34 anni, estremo degli All Blacks campioni del mondo nel 2011, dopo l’annuncio delle Zebre. Un sogno fatto realtà che doveva rilanciare l’immagine della franchigia Fir che da giugno passerà nelle mani di alcuni imprenditori parmigiani decisi a far uscire la squadra bianconera dalla mediocrità dove è stata finora. Il progetto prevede l’arrivo di un altro straniero di primo piano, probabilmente quel Luke Burgess ex mediano di mischia dell’Australia, ma ora tutto potrebbe tornare in alto mare, almeno per quanto riguarda il samoano convertitosi alla filosofia dei Tutti Neri neozelandesi, di cui è stato il secondo giocatore in assoluto, dopo Richie McCaw, a tagliare il traguardo delle 100 presenze. Muliaina è stato arrestato ieri sera a Gloucester, dopo che aveva giocato con la sua attuale squadra, il Connacht irlandese, un match valido per i quarti di finale della Challenge Cup. L’accusa nei suoi confronti, secondo quanto ha riferito la Bbc, è di «sospetta aggressione sessuale» in riferimento a quanto accaduto lo scorso 6 marzo a Cardiff, quando una donna avrebbe subito un «sexual assault» in un locale. Proprio a Cardiff quel giorno i Blues avevano giocato contro il Connacht. La polizia del Gloucestershire ha confermato di aver fermato «un uomo di una trentina d’anni», la conferma è poi arrivata dalla franchigia irlandese che non ha voluto fare ulteriori commenti «visto che si tratta di un problema di natura legale». Nessuna dichiarazione, almeno per ora, anche da parte delle Zebre, che comunque attendono gli sviluppi della situazione. Alla fine i fatti di Cardiff potrebbero essere una diretta conseguenza degli eccessi alcolici tipici di certi post-partita. Qualcosa, si è saputo da fonti Fir, è successo anche a Palazzo Venezia a Roma dopo il terzo tempo di Italia-Galles dell’ultimo 6 Nazioni, con comportamenti non certo ineccepibili da parte di alcuni giocatori della squadra ospite, che avrebbero espletato necessità fisiologiche in luoghi non deputati a questa funzione nel palazzo dal cui balcone si affacciava Benito Mussolini. Dai Beni Culturali non arrivano commenti ma si fa capire che, in effetti, qualcosa c’è stato.

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