| categoria: politica

Fisco, le entrate calano. L’Iva non vede la ripresa (-5,6%)

Il fisco non porta buone notizie. Il 2015 parte con un gettito in calo per i primi due mesi dell’anno. E con un febbraio ancora più negativo. A segnare una contrazione è in particolare l’Iva, cioè un termometro importante dell’andamento dei consumi e quindi di una possibile ripresa: cala del 5,6% nei due mesi, con una flessione che accelera ulteriormente a febbraio con un -7,1%. A consolare è però il dato sul gettito derivante dalla lotta all’evasione: l’attività di accertamento e controllo ha consentito di incassare nei due mesi il 32,6% in più, che tradotta in valori assoluti vale 727 milioni di euro. Le Entrate risentono ancora dell’onda lunga della crisi. A gennaio i dati della produzione industriale avevano già indicato una frenata produttiva. Ora i dati del dipartimento per le politiche fiscali mostrano che non solo gennaio ha visto l’economia contrasi, ma che anche febbraio non registra inversioni di tendenza. Il gettito tributario si e’ fermato a 61 miliardi, con una riduzione dello 0,8% nei primi due mesi dell’anno. Ma la flessione è ancora più pesante se si guarda a febbraio (-1,5%). Il segnale negativo arriva soprattutto dall’Iva, l’imposta che si paga sui consumi. Nei primi due mesi cala del 5% sugli scambi interni e dell’8,8% sulle importazioni: in media del 5,6%. A febbraio, poi, la flessione diventa ancora più accentuata: -6,6% sugli scambi interni, -11% sulle importazioni. Nel complesso -7,1%. Ma anche le imposte sui redditi registrano le difficolta’ della crisi, sia sul lavoro, sia sulle imprese. L’Irpef cala dello 0,1% nel bimestre e dello 0,9% nel solo febbraio. La flessione principale riguarda le ritenute dei dipendenti pubblici, mentre quelle sui dipendenti «privati’, mostrano una leggerissima crescita. Ancora peggio va alle imprese: certo i primi due mesi dell’anno non sono significativi visto che le imprese pagano l’Ires con le dichiarazioni dei redditi, ma il gettito cala del 57,1%. Meglio va invece per l’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze: l’incasso dei primi due mesi si attesta a 1,3 miliardi, 500 milioni in più dell’anno passato. Meglio (+93%, pari a un incremento di 530 milioni) va solo dalle imposta sostitutive sul valore attivo dei fondi pensione

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