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Gli Usa pronti a depennare Cuba dalla lista nera del terrorismo

Al Vertice delle Americhe a Panama il 10 e 11 aprile, Barack Obama si presentera’ con una nuova svolta nei confronti dell’Avana: la rimozione di Cuba dalla lista nera Usa dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo. E allo stesso tempo, potrebbe arrivare anche la «storica» stretta di mano con il presidente cubano Raul Castro. Come si dice in questi casi, ‘il condizionale e’ d’obbligo’, perche’ di ufficiale ancora non c’e’ nulla, ma le informazioni lasciate filtrare dalla Casa Bianca lasciano ben pochi dubbi. «La nostra aspettativa» e’ che Cuba venga tolta dalla lista nera, ha detto alla Cnn un funzionario protetto dall’anonimato, secondo il quale, anche se l’annuncio dell’amministrazione ancora non c’e’ stato, prevedibilmente il Dipartimento di Stato rendera’ nota al Governo la sua richiesta in tal senso al piu’ presto domani. Parole che fanno peraltro seguito a quando ha detto a sua volta il vice consigliere per la sicurezza nazionale Ben Rhodes, secondo il quale il Dipartimento di Stato «ha quasi completato» la sua revisione della Lista per cio’ che riguarda Cuba, e non e’ esclusa la possibilita’ di un annuncio entro questa settimana. Ovvero entro i tempi per il vertice delle Americhe. Due giorni fa Roberta Jacobson assistente segretario di Stato per l’America Latina – e capo della delegazione ai colloqui con l’Avana – ha inoltre detto che Barack Obama «sapeva, quando ha accettato di andare (a Panama), che Cuba era stata invitata, che ci sarebbe stata una interazione» e quindi, per essere ancora piu’ chiara, ha detto esplicitamente che «ci sarà una interazione con Castro». L’iscrizione di Cuba nella lista nera dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo e’ stata finora uno dei maggiori ostacoli alla riapertura dell’ambasciata americana all’Avana e di quella cubana a Washington. E anche se il presidente accettera’ la richiesta del Dipartimento di Stato, come e’ prevedibile, il Congresso avra’ poi 45 giorni di tempo per approvare la decisione. Lo stesso Ben Rhodes ha esortato alla prudenza per quanto riguarda la riapertura delle rispettive ambasciate. «Quando come in questo caso ci sono due Paesi non si sono parlati per oltre 50 anni, il lavoro da fare per superare diverse questioni e’ molto», ha detto. Ma in ogni caso, il tragitto sembra ormai tracciato e viene percorso a passo veloce. In fondo, lo storico annuncio in contemporanea di Obama e Castro che Usa e Cuba si avviano verso il ripristino di normali relazioni diplomatiche risale solo al 17 dicembre scorso.

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