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APPALTI CPL/ Casari, il vino di D’Alema? E’ senza solfiti

Il vino di D’Alema? «L’ho comprato perchè è senza solfiti». I libri? «Li abbiamo presi da tutti. Io ho un albergo, glieli metto sul comodino, come la Bibbia». Roberto Casari, ex presidente e ‘dominus’ di CPL Concordia, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti ad Ischia, nega davanti agli inquirenti che lo interrogano di aver pagato tangenti e rivendica la correttezza dell’operato della storica cooperativa, che quando è arrivato lui – «termoelettricista, tre anni dopo la terza media» – contava appena 40 dipendenti, mentre «adesso siamo in 1.800». Insiste sull’importanza, anche «sociale», della metanizzazione dell’isola: «io portavo il metano, portavo l’energia…avrei dato questo tipo di indipendenza». E questo «l’ho sempre considerato molto importante e di un valore straordinario», perchè «posare quattordici chilometri di tubo nel mare, settanta metri di profondità, per uno come me, che viene dalla campagna, che non sa neanche nuotare, è un’opera prestigiosa, che sicuramente rimane nella storia dell’isola». Riguardo all’ormai famosa questione delle 2.000 bottiglie di vino acquistate dall’azienda della moglie di Massimo D’Alema, Casari – nell’interrogatorio di garanzia svoltosi lo scorso 2 aprile nel carcere di Poggioreale – spiega: «Noi facciamo i pacchi di Natale, ci mettiamo dentro il panettone. Prendiamo l’uovo di Pasqua, la colomba, siamo in mille e ottocento, allora ho preso le bottiglie. Perché quello rosso, di D’Alema, mi ha detto che è senza solfiti, allora mi ha incuriosito questa cosa qua. Perché? Perché a me tocca sempre di bere del vino bianco, perché ho un problema particolare, il vino rosso mi dà dei problemi e mi hanno detto che è colpa dei solfiti. Allora ho detto: meno male!». Le è stato chiesto direttamente da D’Alema?, chiedono i magistrati. «No, lui mi ha detto, ho venduto la barca, ho preso una cantina, se ne occupa mia moglie e faccio vino, speriamo sia buono, provalo! L’ho provato mi è piaciuto e ho detto: prendiamo il vino da mettere nel pacco di Natale». Pm: quindi è stato lui a chiederle insomma…? «No, lui mi ha detto che si occupava, perché non era più parlamentare, non era niente. Cosa fai? Dice: ‘Guarda, ho venduto la barca, ho preso la cantina, se ne occupa mia moglie’. ‘Allora speriamo che sia buono’. ‘Ho fatto un ottimo vino’ mi ha spiegato. Dico: lo provo, e mi ha detto ‘Guarda, del bianco rosé ce l’ha un mio amico a Bologna’ ‘Fattene dare due bottiglie’, io l’ho preso, mi sono sembrate..». Pm: da quanto tempo conosce D’Alema? «Beh, insomma, è stato comunista, però devo dire da quando è venuto in Cpl, dal 2012». Poi c’e’ la questione dell’acquisto da parte della coop di numerose copie del libro di D’Alema «Non solo Euro». Casari risponde: «Noi abbiamo preso i libri da tutti, da Sergio Zavoli a, come si chiama quell’altro di Bologna? Biagi, è venuto per il nostro centenario, Tremonti è venuto all’assemblea del 2012, mi ha detto ‘Io sono venuto perché avete preso il libro’. Siccome il libro mia moglie mi ha detto che tutti i soldi che prendo dal libro li diamo in beneficenza, prendetene molti! Poi dopo ho cominciato a parlare, perché noi facciamo l’assemblea annuale…». «Tremonti ha detto: ‘tutto il ricavato del libro lo do in beneficenza, quindi prendetene molti!’. Quindi per me è venuto Saccone, è venuto Orlando, è venuto D’Alema…». «Quelli che l’avevano scritti, li abbiamo presi. Noi siamo in mille e ottocento, io ho un albergo, glieli metto sul comodino, come la Bibbia».

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