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CASO DIAZ/ Moretti con De Gennaro, a Roma scontro Marino-Sel

Mentre l’amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti, difende il presidente Gianni De Gennaro relegando il caos scoppiato in seguito alla sentenza della Corte Europea sul G8 di Genova a «polemica politica» per «affossare» il gruppo in crescita, a Roma i fatti del 2001 rischiano di innescare una crisi politica, con lo strappo – l’ennesimo – tra il sindaco Ignazio Marino e Sel sul ruolo avuto dall’attuale assessore alla Legalità, Alfonso Sabella, durante i giorni del summit mondiale. Uno scontro che tutti in serata hanno tentato di ricomporre nonostante la miccia fosse stata ormai innescata. Sul fronte Finmeccanica, Moretti non ha dubbi e parla di «polemica politica». «È davvero un peccato pensare che quando un’azienda si sta rimettendo sui binari, sta riprendendo velocità e lo si vede e c’è l’apprezzamento mondiale – sottolinea -, si voglia un’altra volta lavorare per affossarla». Nella polemica che ha coinvolto De Gennaro – dice Moretti – «bisogna distinguere quelli che erano i problemi del Parlamento italiano e quelli che sono delle persone: credo che le accuse a De Gennaro fossero immotivate». «Dopo di che – aggiunge l’ad – non si capisce perchè uno che fa di mestiere il presidente debba dimettersi per una cosa che non c’entra niente con l’impresa». Ma il caso della Diaz scuote anche la maggioranza capitolina, con lo scontro tra il sindaco Ignazio Marino e i dirigenti di Sel. Un attrito nato dopo la richiesta di chiarimenti – in 12 domande – del vicepresidente della regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, sul ruolo di Sabella durante i giorni del G8. L’attuale assessore capitolino all’epoca, infatti, era il capo del servizio ispettivo del Dap (Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria), responsabile dunque dei carceri provvisori di Bolzaneto e di Forte San Giuliano. «Questa per me è una gravissima azione nei confronti della mia giunta, esigo quindi un chiarimento immediato dal presidente della Regione Zingaretti e da Sel. Schierarsi contro Sabella dal mio punto di vista significa schierarsi con la mafia», ha tuonato Marino. Ed in serata è stato lo stesso governatore del Lazio a spiegare che «Smeriglio ha chiarito l’equivoco» esprimendo «solidarietà e sostegno» all’assessore. Fuori dal coro di Sel, invece, il vicesindaco Luigi Nieri che ha sottolineato in una nota serale il «contributo di chiarezza e verità» offerto da Sabella nell’intervista in cui ha rivelato che a Genova «c’era una regia politica» di qualcuno che «voleva il morto, ma doveva essere un poliziotto, non un manifestante per criminalizzare la piazza e metterla a tacere una volta per sempre». Proprio in seguito a queste dichiarazioni, il gruppo romano di Sel aveva chiesto di fare chiarezza indicendo una conferenza stampa per domani, successivamente annullata per «tenere bassi i toni», come sussurra qualcuno nei corrodi del Campidoglio. Ma non è escluso che l’ennesimo strappo possa portare ad ulteriori conseguenze. «È Marino che ci sta cacciando dalla maggioranza, non siamo noi che stiamo uscendo», puntualizza il capogruppo Gianluca Peciola. «Sabella ha detto cose molto importanti – sottolinea -. Non può il mio partito non chiedere di fare luce. Le reazioni del sindaco sono state scomposte, dovute forse alla stanchezza di tanti impegni, tra Roma, Ostia e il Giubileo».

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