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Umbria, corsa a sei per la presidenza della Regione

A meno di due mesi dalle elezioni regionali il quadro dei candidati che si contenderanno la carica da presidente della Regione Umbria non è del tutto definito, ma, a meno di sorprese dell’ultimo minuti, i candidati dovrebbero essere sei. I punti fermi e quelli decisi da più tempo sono i candidati di centrosinistra e centrodestra. Il centrosinistra schiera la presidente uscente Catiuscia Marini, 47enne originaria di Todi, è stata confermata come candidata del Pd già dallo scorso novembre senza le primarie. Marini, già due volte sindaco di Todi e attuale presidente del gruppo del Pse al Comitato delle Regioni d’Europa, in prima linea nella dura vertenza Thyssen Krupp dello scorso autunno, sarà sostenuta da Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, dalla lista L’altra sinistra per l’Umbria di Stefano Vinti, e forse anche da una lista civica con i fedelissimi. Il centrodestra, dopo lunghe interlocuzioni è infine quasi totalmente confluito sul 50enne sindaco di Assisi Claudio Ricci, che 5 anni fa incassò la bocciatura di Silvio Berlusconi che gli preferì Fiammetta Modena. Ricci, che ha lanciato la sua candidatura da più di un anno girando la regione in lungo e in largo, alla fine è riuscito a far confluire su di se anche tutti i partiti di centrodestra, che in un primo momento volevano invece le primarie. Ricci è quindi sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord e da tre liste civiche (in cui confluiranno gli esponenti di Ncd e di Udc) . La lista civica «Ricci presidente» è l’unica che ha ufficializzato i suoi candidati, mentre tutte le altre sono ancora in via di definizione. Oltre ai due candidati dei più grossi schieramenti politici, in corsa per la prima carica regionale c’é il ternano Andrea Liberati, che proprio oggi è andato a sostituire Laura Alunni per il Movimento 5 Stelle. L’indiscrezione che voleva Alunni sostituita con qualche altro esponente pentastellato era circolata già in mattinata, ma solo ora arriva la nota ufficiale. Secondo quanto recita il comunicato stampa, Alunni avrebbe dovuto rinunciare «a causa di sopraggiunte e imprevedibili situazioni di natura personale e familiare». «Tale decisione – si legge nella nota – condivisa è stata assunta nell’esclusivo interesse del M5S e della lista da presentare alle ormai prossime elezioni regionali». Sarà dunque il ternano Andrea Liberati il candidato portavoce alla presidenza della Regione Umbria, che era risultato il candidato più votato dopo di lei. Il quarto candidato dovrebbe essere il veterinario 64enne nato a Wilmington (Delaware, Usa), già candidato con i Radicali italiani come sindaco di Perugia nel 2009. Collaboratore del Verde Carlo Ripa di Meana, è stato anche responsabile del Partito democratico americano di Perugia nella prima candidatura di Barack Obama nel 2008. È stato anche fondatore dell’associazione Italia-Israele di Perugia. Oggi è sostenuto dall’associazione Alternativa riformista. Il quinto candidato invece dovrebbe essere, salvo sorprese dell’ultimo minuto, la professoressa di economia del welfare Rita Castellani. La civatiana Castellani, vanta una lunga militanza dentro il Pd, ma adesso sarà probabilmente lei la portabandiera dell’alternativa a sinistra alla presidente Catiuscia Marini. Castellani è sostenuta dalla lista L’altra Umbria e dalla fondazione «Possiamo», creata sull’esempio della spagnola «Podemos», esperimento che si sta facendo anche in Veneto. Il sesto candidato è infine Giampiero Prugni, imprenditore tessile perugino, titolare di un maglificio specializzato nell’alta moda. Ha ricoperto cariche da vice-presidente del settore tessile presso la Confapi, Confartigianato e Cna. Ha ricoperto fino a poco tempo fa il ruolo di vice-responsabile regionale umbro del movimento politico nazionale Italia dei diritti, da cui si è dimesso per intraprendere il percorso che l’ha portato alla candidatura a presidente della Regione Umbria.

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