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Al via il summit di primavera del Fmi, al centro crescita e Grecia

L’area euro e la Grecia. Le riunioni di primavera del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) si aprono ancora una volta con i fari sul Vecchio Continente. In un contesto di crescita debole, i ministri dell’economia e i governatori delle banche centrali fanno il punto sulla ripresa, con un occhio al calo dei prezzi del petrolio e ai suoi effetti sull’inflazione, senza dimenticare la stabilita’ finanziaria sulla quale i rischi sono aumentati. L’Italia si presenta con il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, a Washington con in tasca il Def appena varato. L’invito del Fmi – di cui si e’ fatta portavoce il direttore generale Christine Lagarde – e’ quello di fare di piu’ per evitare che una crescita bassa di lungo periodo, il ‘nuovo mediocre cosi’ come l’ha definito, diventi la «nuova realta». Bisogna andare avanti con le riforme strutturali e gli investimenti, con politiche macroeconomiche che mantengano la stabilita’ dei conti pubblici per non mandare all’aria i sacrifici fatti finora. Uno sforzo – quello che chiede il Fondo – nella consapevolezza che la crisi non solo ha fatto crollare l’economia ma ne ha ridotto il potenziale di crescita che non tornera’ ai livelli pre crisi almeno nel medio termine. Il rischio e’ quello di una ‘stagnazione secolare’ che va evitata in tutti i modi. Ma le minacce sono molte. L’incertezza della situazione in Grecia: Atene ha rimborsato il prestito del Fmi ma le restano meno di dieci giorni per chiudere l’accordo con i partner europei e scongiurare il default. E la crisi greca pesa sull’area euro, alle prese con una crescita al rallentatore e una disinflazione che preoccupa. La Bce guidata dal presidente, Mario Draghi, ha avviato misure che hanno rassicurato i mercati, schizzati nell’ultima settimana ai massimi da 15 anni. In questo contesto l’Italia prevede un pil in crescita dello 0,7% nel 2014 e dell’1,4% il prossimo anno, con un deficit nominale del 2,6% quest’anno e dell’1,8% il prossimo. Il debito e’ previsto restare sopra il 130% sia quest’anno sia il prossimo. Le stime del governo, contenute nel Def, si confronteranno con quelle del Fmi, attese per martedi’, mentre mercoledi’ sono in calendario i rapporti sulla finanza e sui conti pubblici. Si inserisce in questo quadro la ‘battaglia’ interna al Fmi per la riforma delle quote e della governance, alla quale continua a mancare il via libera americano per essere attuata. Lagarde ripete che non intende mollare, perche’ il Fmi deve riflettere l’evoluzione dell’economia e quindi anche l’ascesa dei paesi emergenti. Come dimostra la creazione della banca mondiale cinese, l’Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib), promossa dal presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim e da Lagarde.

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