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“Dolce battaglia” dei grillini in parlamento per miele e pappa reale

È una battaglia che si può definire ad alto contenuto energetico quella che il Movimento 5 Stelle conduce in Parlamento in nome del miele e della pappa reale e in difesa delle api. I grillini non si accontentano del risultato ottenuto con il sì della Camera, nell’ambito della legge di stabilità, all’odg per la tutela dell’apicoltura: ora con una proposta di legge firmata dal deputato Massimiliano Bernini puntano ad una consistente riduzione dell’Iva sulla pappa reale. Insieme al miele, spiega il deputato M5S, il ‘latte delle api’ è, fra tutti i prodotti di questi operosissimi insetti, tra i più conosciuti e utilizzati ed è considerato un alimento pregiato in virtù delle sue qualità nutritive ed energetiche, ricco di vitamine, con importanti proprietà antibiotiche e particolarmente indicato come integratore alimentare soprattutto per bambini e anziani. Il problema è che mentre il miele rientra tra i prodotti agricoli inseriti nella tabella A del dpr 633 del 1972, e quindi soggetto ad un’Iva del 10 per cento, la pappa reale non trova posto in questa lista di prodotti ‘scontati’. Una »insensata disparità« tra due prodotti della stessa ‘ditta’ che secondo il M5S va corretta. Nonostante il patrimonio costituito da vari tipi di miele e da un’infinità di millefiori ed altri prodotti apistici italiani di qualità, l’andamento del settore nel 2014 registra un calo di oltre il 50% rispetto alla produzione nazionale media, con una forbice stimabile tra le 11mila 500 e le 13mila tonnellate, contro le 23mila 320 del 2012, a causa di avversità atmosferiche, dell’attacco dell’insetto killer delle api, il temibile coleottero Aethina tumida Murray, e dell’uso massiccio della chimica in agricoltura. Quanto alla pappa reale, secondo i dati delle associazioni di settore per la produzione e la valorizzazione, il consumo in Italia è di circa 400 quintali all’anno, per un importo stimato in 40 milioni di euro. Per rilanciare produzione e consumi è quindi opportuno, insistono gli apicoltori, ridurre l’Iva portandola allo stesso livello di quella in vigore per il miele. Sullo sfondo, l’importanza dell’apicoltura nel panorama agricolo nazionale, un settore che conta un milione e mezzo circa di alveari, con un indotto che occupa circa 100mila lavoratori. Non solo: bisogna anche considerare «l’importanza ambientale che le api hanno per il mantenimento della biodiversità: l’ape assolve un compito essenziale, garantendo sia la produttività di un’ampia gamma di colture europee di importanza economica rilevante, sia il miglioramento della qualità del prodotto».
Gli insetti impollinatori ed in particolare le api, contribuiscono alla produzione di oltre 150 colture europee, per un valore commerciale, ricorda il deputato M5S, che si aggira intorno ai 22 miliardi di euro all’anno. Ma se nel 2013 il giro d’affari dell’apicoltura, legato alla produzione di miele, cera, polline e altri prodotti apistici, era di circa 65 milioni di euro, coinvolgendo 50mila apicoltori e ben 60 miliardi di api, nel 2014 la produzione di miele è crollata della metà. In Italia, osserva un altro deputato del M5S in prima linea nella battaglia pro-api, Paolo Parentela, «due barattoli di miele su tre venduti nei negozi e supermercati contengono in realtà miele straniero, mentre più di un terzo del miele importato proviene dall’Ungheria e quasi il 15% Romania, Argentina e Spagna dove sono permesse coltivazioni Ogm che possono contaminare il polline senza alcuna indicazione in etichetta. Una produzione d’eccellenza come quella del miele italiano deve essere supportata e rilanciata dal lavoro della politica». Molti, a livello internazionale, gli appelli in difesa delle api, una specie colpita da un gravissimo fenomeno di morìa che sta mettendo in pericolo gli stessi ecosistemi mondiali e gli approvvigionamenti alimentari del pianeta. La maggior parte delle specie di frutta e verdura che si trovano quotidianamente sulle tavole è prodotta grazie al lavoro delle api dal momento che sono loro le principali responsabili dell’impollinazione di oltre 120 piante alimentari, tra cui kiwi, angurie, zucchine, noci, cacao, pere, mele, cetrioli.

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