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FRANCIA/ Il vecchio Le Pen rinuncia alla candidatura ma lancia la nipote Marion

Il presidente onorario del Front National, Jean-Marie Le Pen, ha annunciato di rinunciare a presentarsi alle elezioni regionali in Provenza- Alpi-Costa Azzurra, la macroregione dove puntava alla presidenza. La decisione fa seguito alle polemiche dei giorni scorsi che hanno visto l’anziano leader del Fn contrapposto alla figlia Marine, oggi alla guida del partito e accreditata come possibile antagonista nella prossima corsa all’Eliseo.
Ma se da un lato l’87enne fondatore del Front National «cede» con questa mossa alle richieste della figlia Marine, dall’altro prende l’occasione per lanciare un altro membro della famiglia: Marion Marechal-Le Pen, 26 anni, figlia di Yann – una delle tre sorelle Le Pen – e di Samuel Marechal (che però non è il padre biologico), industriale ed esponente del Front National. Marion si candida per nel PACA, la regione dove il Front National spera in uno storico successo. Dieci giorni di battaglia nel partito e di saga familiare hanno lasciato il segno. Ancora venerdì scorso, l’anziano fondatore e presidente onorario, Jean-Marie era convinto di dare battaglia nel Consiglio esecutivo del partito venerdì prossimo. Il diktat della figlia Marine, che l’aveva fatto fuori dalle liste dopo l’ennesima insopportabile «sparata» (dopo le camere a gas «dettaglio della storia» era stata la volta della riabilitazione del capo della Francia collaborazionista, il maresciallo Petain) non l’aveva accettato. Il weekend ha portato consiglio in casa Le Pen. Già domenica, in un’intervista a «Le Journal du Dimanche», Le Pen senior ipotizzava un «ticket» fra la nipote Marion e un altro storico personaggio del partito, suo ex braccio destro, Bruno Gollnisch. Una sorta di pasticcio che è rimasto in piedi poche ore prima che la rampante leader Marion Marechal-Le Pen non lo spazzasse via escludendo di voler fare la presidente «sotto tutela». E tanto meno sotto la tutela di un personaggio mediaticamente insignificante rispetto a lei. Poi, il definitivo passo indietro di Jean-Marie Le Pen. A denti stretti, dopo aver fatto due conti ed aver capito che davanti alla massima istanza del partito non sarebbe mai riuscito a spuntarla, ha preferito anticipare lui la decisione. Ma, in cambio, ha voluto che al suo posto si presentasse Marion, parlamentare eletta nella vicina Vaucluse. Una scelta che peraltro sembrava probabile a diversi osservatori che ipotizzavano questa soluzione per mantenere gli equilibri del partito fra «innovatori» con Marine e «ortodossi» con Jean-Marie. «Non mi presento, anche se sono convinto che sarei il miglior candidato per il Front National», questo l’ultimo ruggito del vecchio Le Pen, che si prepara ad uscire di scena. «Se devo sacrificarmi per il futuro del movimento – ha continuato – non sarò certo io a provocare danni al partito…». E su Marion: «se lei accetta, penso che sarà una capolista efficace. Di certo la migliore. Non dico dopo di me, ma insomma…».
Esponente dell’ala più nazionalista e conservatrice, che proprio a Jean-Marie faceva capo, Marion ha condannato – come la zia Marine – le frasi del nonno sulle camere a gas. Dopo qualche esperienza politica poco significativa nelle liste FN fin da adolescente, Marion si lancia alle regionali nel 2010, ad appena 20 anni. La madre non vorrebbe, il nonno la impone. È acerba, sfugge le telecamere, non sa rispondere efficacemente ai giornalisti. Delusa, riprende gli studi di diritto ma due anni dopo nonno Jean-Marie torna alla carica per convincerla a presentarsi nella regione «amica» della Vaucluse alle politiche. Lei non ne vuole sapere, cerca anche l’aiuto della zia Marine per dissuadere il nonno, poi accetta. Ed è un successo: a 22 anni, Marion batte il rivale UMP al primo turno e diventa la più giovane parlamentare della storia di Francia, unica deputata del Front National all’Assemblea (l’altro, Gilbert Collard, figura nelle liste del partitino della presidente, il Rassemblement Bleu Marine). In questi anni di politica, il suo carattere focoso e le sue prese di posizione «ortodosse» hanno confermato il legame fortissimo con il nonno. Durissime, di recente, alcune sue frasi sul premier Manuel Valls («dimostra un disprezzo cretino», ha detto, facendolo inferocire). Poi ancora, rivolta ai suoi, «sta per avere una crisi cardiaca, finitelo per favore!». Parole oltre i confini della politica, che l’hanno fatta paragonare al nonno. Come quando ha minacciato così i giornalisti che la attorniavano nel corso di un discusso premio attribuito a un esponente del FN e boicottato all’ultimo minuto: «vi fregheremo, quando arriveremo noi, vi faremo davvero male…».

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