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IL PUNTO/ Perchè Zingaretti scappa di fronte ai pontini infuriati se è dalla parte della ragione?

«La scorrettezza istituzionale di Zingaretti sta superando ogni limite. Con i colleghi consiglieri di FI, il senatore Fazzone, il sindaco di Fondi De Meo e gli altri primi cittadini, siamo entrati in presidenza ma hanno cercato di impedircelo prevaricando ogni rispetto istituzionale, politico e umano». Lo scrive in una nota il consigliere regionale FI Giuseppe Simeone. «Questo atteggiamento dimostra, con gli uffici che non sanno neanche che fine abbia fatto Zingaretti – aggiunge – che alla politica e al bene dei cittadini, il presidente della Regione preferisce voltarsi dall’altra parte tentando anche di non farci esercitare il nostro ruolo. Siamo passati dal paradosso a un vero e proprio ostracismo nei confronti delle comunità che legittimamente rappresentiamo». «Soltanto dopo un acceso confronto c’è stata data la possibilità di accedere – ha affermato il capogruppo FI Antonello Aurigemma – Zingaretti deve pensare, e forse ancora non l’ha ben capito, che la Regione Lazio è di proprietà dei cittadini, e non sua. La tanto decantata casa di vetro, a cui non ha mai creduto nessuno, sta diventando un recinto». «Inaccettabile l’atteggiamento del presidente Zingaretti – aggiunge Fazzone – che questa mattina di fronte alle centinaia di cittadini del comprensorio centro della provincia di Latina venuti a Roma per chiedere di essere ascoltati si è dato alla fuga. Non accettiamo scuse su questo atteggiamento, perchè è a causa della sua inerzia e incompetenza che i cittadini stanno pagando un prezzo altissimo in termini di servizi e diritti. Se Zingaretti pensa che la sua fuga servirà a cancellare la nostra battaglia si sbaglia di grosso così come tutti quelli che stanno insultando i cittadini del comprensorio dentro accusandoci di fare campagna elettorale. Sull’accaduto presenterò una interrogazione urgente al presidente del Consiglio Renzi – ha concluso il parlamentare – Pretendiamo delle risposte e subito. Le pretendono e meritano i 600 mila abitanti della provincia di Latina». Di solito evitiamo di riportare troppe dichiarazioni, e soprattutto se sono di parte. Ma stavolta da sole fanno cronaca e descrivono una situazione. Una delegazione di amministratori e politici dell’area Pontina è arrivata a Roma per conferire con il governatore e metterlo di fronte alle sue responsabilità su alcune questioni-chiave della sanità della provincia. Ma Zingaretti non si è fatto trovare, peggio, se l’è data a gambe levate. I pontini non sono arrivati senza preavviso, tanto per essere chiari, la manifestazione di protesta e il tentativo di confronto con la Giunta erano annunciati da tempo e ampiamente pubblicizzati. L’atto aziendale della Asl di Latina è stato al centro di violentissime polemiche, il centro destra pontino ha fatto blocco, il direttore generale Caporossi non ha rischiato fisicamente ma certamente per il resto non gli è stato risparmiato niente e in particolare ci sono alcune criticità – come la sorte dell’ospedale di Fondi – irrisolte e che per gli amministratori locali rappresentano un nervo scoperto, scopertissimo.
La posizione della controparte, in questo caso il Presidente, è affidata a una nota: «Il mancato incontro fra la delegazione dei sindaci del sud pontino e il presidente Zingaretti è stato dovuto esclusivamente a un equivoco sul confronto delle diverse agende e mercoledì ci sarà sicuramente l’occasione per affrontare questi temi». Così in una nota la Regione Lazio. «Rispetto alle dichiarazioni di queste ore sull’ospedale di Fondi – aggiunge la nota – si fa presente che il decreto n. 80 del 2010 (emesso sotto la precedente amministrazione di centrodestra) aveva di fatto decretato la chiusura della struttura, cui era stato addirittura tolto il codice Sio (Sistema Informativo Ospedaliero). Invece, grazie alla nuova programmazione dell’Amministrazione Zingaretti e agli atti aziendali approvati dalla Conferenza dei Sindaci, all’ospedale di Fondi è stata aumentata la dotazione dei posti letto in day-hospital e la stessa Asl di Latina ha indicato per questa struttura, sia nel piano strategico sia nell’atto aziendale, un ruolo ben preciso. L’ospedale infatti – prosegue la Regione – è stato inserito all’interno della rete dell’emergenza/urgenza, nella rete perinatale con i reparti di ostetricia, punto nascita, pediatria, neonatologia (che prima non era a disposizione) e rete ictus. La scorsa settimana, inoltre, la sanità pontina ha avuto, su richiesta della Asl di Latina, la deroga per l’assunzione di sette tra medici e operatori sanitari, un terzo di quelle finora concesse a livello regionale. La Giunta Zingaretti sta rilanciando la sanità laziale, esattamente il contrario di quanto aveva previsto il decreto commissariale n.80 avallato dal centrodestra, che con la scelta delle macroaree, aveva ridotto in maniera sensibile l’offerta sanitaria nella provincia pontina e in tutte le altre province del Lazio».
Tutto chiaro, dunque, la delegazione ha fatto una scampagnata a vuoto, cosa c’è da aggiungere?
Controreplicano i contestatori della Giunta. «Leggiamo la nota della Regione Lazio: come si dice in questi casi ‘la toppa è peggio del bucò», dice il capogruppo FI in Regione Lazio Antonello Aurigemma. «Innanzitutto – aggiunge – non possiamo non ribadire la gravissima mancanza di rispetto, non tanto nei confronti degli amministratori ai quali oggi inizialmente era stata negata anche la possibilità di accedere agli uffici della Regione, ma soprattutto verso migliaia di cittadini che questa mattina si sono recati di fronte agli uffici di via Colombo per manifestare tutta la loro contrarietà a una scelta scriteriata. Infatti Zingaretti con le sue decisioni incomprensibili sta portando la sanità al collasso. Appare alquanto imbarazzante che Zingaretti tenti goffamente di giustificare il mancato incontro di questa mattina parlando di equivoco. Se il governatore non è in grado di organizzare nemmeno gli appuntamenti che ha in agenda, visto che l’incontro odierno era stato annunciato con una lettera del 3 aprile scorso, figuriamoci se può essere capace di risolvere le tematiche spinose della sanità». Riguardo a Fondi Aurigemma annota che «è assurdo che la Regione parli di potenziamento quando tutte le misure messe in campo non rispondono alle esigenze dei cittadini. Zingaretti sta riuscendo anche a indebolire una eccellenza come il reparto di ostetricia. Ci auguriamo – conclude – che mercoledì il presidente si renda conto della situazione reale, e non quella da lui immaginata, magari recandosi direttamente sul posto, come abbiamo fatto noi in più occasioni”. «Apprendo con stupore il tono della dichiarazione con cui la Regione Lazio e il presidente Zingaretti hanno voluto liquidare circa mille persone e i sindaci di Fondi, Campodimele, Sperlonga e Monte San Biagio, che sono venuti a manifestare per difendere i propri diritti»., dichiara a sua volta il sindaco di Fondi Salvatore De Meo, in una nota. «Se questo è il modo con cui Zingaretti ha voluto riparare a un evidente e macroscopico sgarbo istituzionale, è evidente che non ci è riuscito. Tra l’altro se la sua assenza oggi è legata ad una incapacità di gestire la sua agenda, farebbe bene a licenziare tutti i suoi collaboratori, visto che è dal 2 aprile che Zingaretti è a conoscenza, come dimostrano anche le difese d’ufficio dei suoi colleghi di partito, del sit in che abbiamo organizzato. È anacronistico il suo tentativo di gettare fumo negli occhi dei cittadini accollando ogni responsabilità al Decreto 80 e alla giunta che lo ha preceduto. Perchè in questo modo rivela la sua non conoscenza dei fatti. Il decreto 80 ci ha visti, sin dall’inizio, e anche all’interno del consiglio provinciale di Latina, prendere una posizione netta e chiara sulla riorganizzazione della sanità a firma della Polverini. E senza alcun timore di contestare e contrastare scelte deleterie. Zingaretti, anzichè continuare a giocare sulla pelle dei cittadini, farebbe bene a incontrare i sindaci e a farsi spiegare da loro, e non da qualche suo uomo di fiducia, quale è la realtà dei fatti. Venga a spiegare ai cittadini quale sarà il futuro dell’ospedale di Fondi e non deleghi questa responsabilità ad altri che – sottolinea – cercano di giustificarlo allontanando ancor di più le istituzioni dai cittadini. Siamo pronti a ritornare a manifestare in maniera ancora più determinata e forte se l’incontro di mercoledì non sarà risolutivo delle criticità della sanità provinciale e di quella del territorio di Fondi» conclude.

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