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Shell compra Bg per 70 miliardi di dollari, nasce big del gas

Riparte la febbre fusioni nel settore energia con Shell che sigla una maxi-acquisizione da 70 miliardi di dollari. Era da 10 anni che non si vedevano operazioni di questa portata fra i big di petrolio e gas e sul mercato già è scattato il risiko, alimentando l’attesa di una nuova era di consolidamento in un comparto costretto a far fronte alla caduta delle quotazioni del greggio. Royal Dutch Shell ha chiuso l’accordo per acquisire BG Group, leader nella produzione del gas, per 47 miliardi di sterline, circa 70 miliardi di dollari (64 miliardi di euro), in titoli e contanti. BG è una multinazionale britannica (nata nel 1997 quando British Gas decise di disfarsi di Centrica riorganizzando poi la compagnia nel 1999 come BG Group), con attività sparse in 25 Paesi tra Africa, Asia, Australia, Europa, America del Nord e del Sud. La fusione con la compagnia olandese segnerà la nascita di un colosso con una capitalizzazione doppia rispetto a Bp e superiore a quella di Chevron, nonché del maggior produttore di gas naturale liquido. Un settore quest’ultimo ritenuto particolarmente strategico dal momento che le grandi economie stanno cercando fonti di energia alternative e soprattutto più pulite per soppiantare nucleare e carbone. Gli analisti scommettono su una nuova ondata di fusioni e acquisizioni come accaduto a fine anni ’90, quando il ribasso del prezzo del petrolio fin sotto i 12 dollari al barile spinse Bp a mettere le mani su Amoco; Exxon a conquistare Mobil Corp; Chevron a prendersi Texaco; e Total a inglobare Petrofina ed Elf Aquitane. Con l’operazione annunciata oggi, Shell cerca di rifarsi e conta di aumentare del 28% la produzione di greggio e gas, lasciandosi alle spalle una fase difficile segnata dalla peggiore performance produttiva degli ultimi 17 anni. Gli analisti In base ai termine dell’intesa, Shell corrisponderà per ogni azione di Bg Group 383 pence in contanti e 0,4454 azioni Shell per un valore equivalente di circa 1,37 sterline ad azione, con un premio del 50% rispetto all’ultima quotazione di Bg. A fusione ultimata, gli azionisti di BG avranno una quota del 19% del nuovo gruppo. Dopo l’annuncio dell’intesa il titolo Bg è schizzato in Borsa del 40%. Per convincere gli azionisti ad approvare la megafusione, Shell si è dovuta impegnare a mettere in campo un piano di risparmi da 2,5 miliardi di dollari, dismissioni per circa 30 miliardi nell’arco di quattro anni e un gigantesco programma di buyback da 25 miliardi di dollari dal 2017 al 2020.

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