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Nuovo duello Russia-Gb nei cieli, è allarme collisioni

Nuovo ‘duello’ ad alta quota nei cieli internazionali fra la Gran Bretagna e la Russa. Questa volta i caccia della Raf sono entrati in azione per intercettare due bombardieri strategici di Mosca tornati a sorvolare quella che Londra indica come sua «zona d’interesse», seppure fuori dallo spazio aereo del Regno Unito. E intanto, a lanciare un allarme sul moltiplicarsi di questi incontri ravvicinati (e soprattutto sull’incubo di potenziali collisioni fra aerei militari e voli civili di linea) riecheggia la voce dell’Easa: l’agenzia per la sicurezza aerea europea. A riaccendere la tensione – dopo il recentissimo contatto sfiorato fra un caccia russo e un aereo spia americano che sorvolava la regione del Baltico, non lontano dai confini di Mosca, e la reazione irritata di Washington – è stato oggi un annuncio del ministero della Difesa britannico. Che ha dato notizia di una missione compiuta da alcuni jet dell’aviazione di Sua Maestà per ‘agganciare’ due bombardieri Tupolev-95 russi e ‘scortarli’ fino a indurli ad allontanarsi. Un intercettamento in piena regola, degno del clima da nuova guerra fredda innescato dal braccio di ferro fra Russia e Occidente sull’Ucraina. E coinciso nelle stesse ore con un intervento della Royal Navy per controllare il transito lungo la Manica di tre navi militari russe, il cacciatorpediniere Severomorsk e due unità d’appoggio. «I velivoli russi sono stati scortati dalla Raf sino a quando non sono usciti dalla nostra area di interesse», ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa (MoD) di Londra, pur riconoscendo che «in nessun momento sono entrati nello spazio aereo del Regno Unito». Quanto al convoglio navale di Mosca, lo stesso ministero britannico ha fatto sapere d’aver inviato la Hms Argyll per ‘accompagnare’ le tre navi fino all’uscita dal Canale. Transiti del genere erano in effetti divenuti normali in anni recenti, rilevano alcuni analisti, ma si sono trasformati in motivo di tensione accesa e ricorrente fra Mosca e alcuni Paesi della Nato – con la Gran Bretagna fra i più attivi – sullo sfondo della crisi ucraina. A Londra in queste ore non si esclude che gli ultimi scampoli di attività aero-navale della Russia ai confini con il Regno siano non solo un’ulteriore esibizione di muscoli, ma anche una risposta alle manovre militari che la Nato terrà dal 18 fino al 24 aprile vicino alle coste scozzesi. Il Cremlino accusa d’altronde da tempo la Nato di avere a sua volta moltiplicato le sue esercitazioni a scopo ‘intimidatorio’, anche a ridosso dei confini russi. Al di là delle recriminazioni incrociate, l’Easa scende in campo per denunciare il rischio che questa rinnovata fase di sospetti e dispetti reciproci possa produrre conseguenze non volute e tuttavia micidiali. L’ente per la sicurezza dei voli in Europa mette in guardia in particolare da ipotetiche collisioni fra velivoli civili e militari. L’anno scorso le situazioni di pericolo, dovute al ritorno in auge delle manovre militari sul fronte est-ovest, sarebbero chiaramente aumentate, stando a un rapporto dell’agenzia. Di qui la richiesta pressante ai governi per una riduzione delle esercitazioni: da riportare – si legge nell’appello – almeno a «un livello accettabile».

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