| categoria: politica

Immigrazione, è scontro Regioni-Ministero della Difesa

Comuni e Regioni sono disposti a lavorare a stretto gomito con il Governo per rispondere in maniera efficace all’ondata di profughi che continuano a sbarcare sulle coste italiane, un numero rilevante che da inizio anno ha superato le 20mila unità. Un concetto che il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, ieri aveva sollecitato in nome di una «più solida collaborazione interistituzionale tra Amministrazione centrale e Istituzioni territoriali», che si è poi tradotto in una richiesta di varare una cabina di regia tra Governo, Comuni e Regioni lanciata oggi dal presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino. Tuttavia tra il governatore della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino e il ministero della Difesa, in serata è scoppiata la guerra sulla questione delle caserme. «Alla luce delle prime informazioni ricevute risulta particolarmente complicato e difficile il concreto utilizzo di strutture disponibili e fruibili in questi frangenti e, fra queste, in particolare delle caserme dismesse», ha fatto notare il presidente dei governatori, sottolineando che, «quando si affronta una emergenza, bisogna collaborare». La replica della Difesa non si è fatta attendere. Destano «sorpresa e amarezza» le dichiarazioni circa la presunta mancata collaborazione da parte del Ministero della Difesa da parte di un amministratore locale sempre attento ai rapporti interistituzionali tra Amministrazioni dello Stato, quale il presidente Chiamparino, risponde il ministero della Difesa. E ancora: «già dal 2010 è stata avviata una collaborazione tra questo Dicastero e il Ministero dell’Interno per individuare soluzioni al problema». «Peraltro nel luglio del 2014 – ricorda il ministero della Difesa – è stato redatto un elenco su scala nazionale di siti della Difesa, non più necessari all’assolvimento dei compiti istituzionali, di cui 3 sono transitati già dallo scorso novembre al Ministero dell’Interno». Dal fronte Comuni, invece, proviene ‘l’operazione verità’ rispetto a chi nelle ultime ore ha ventilato l’ipotesi di una maggiore esposizione dei sindaci in tema di accoglienza, tesi che è stata rigettata dal delegato Anci all’Immigrazione, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, che ha assicurato che l’impegno sarà di respiro nazionale. «Capisco il clima elettorale e le relative tensioni politiche in vista del 31 maggio – ha evidenziato Biffoni – ma è bene che tutti comprendano, anche per evitare di creare tensioni sui territori, che gli sbarchi continueranno anche dopo quella data». «Ho avuto chiare rassicurazioni a livello istituzionale che hanno confermato la mia idea che a questa emergenza si deve far fronte tutti insieme, con uno sforzo nazionale. Quindi hanno fatto più che bene Fassino e Chiamparino, a nome di Comuni e Regioni, a chiedere al governo il varo di una cabina di regia». Com’era inevitabile la vicenda rifugiati si è fatta sentire anche lontano dalle grandi città: oggi il sindaco di Vigodarzere (Padova), Francesco Vezzaro, si è prima dimesso per protestare contro la decisione della prefettura che avrebbe individuato una caserma sita nell’area comunale da destinare a un eventuale centro di accoglienza, salvo poi, in serata, ritirare le dimissioni. E una protesta è venuta anche dal sindaco Pd di Cairo Montenotte, nel savonese: «No a profughi in nostra città», ha detto Fulvio Briano. La partita decisiva comunque si giocherà la prossima settimana con l’incontro tra Governo, Comuni e Regioni. Magari per una prima risposta alla richiesta del Viminale – alle prese al momento con la gestione di circa 80mila profughi – che con una circolare aveva sollecitato i prefetti a reperire almeno 6.500 posti in più.

Ti potrebbero interessare anche:

Pdl, al Senato intervento a gamba tesa sulla magistratura
Kyenge, ultimatum di Letta alla Lega. Ma Calderoli non si dimette
Legge di Stabilità: Corte Conti, a rischio l'equità
Centrodestra cerca unità, la costituente popolare da il via
Crocetta ancora in piedi dopo la bufera
Sgambetto della sinistra Pd: lancia il «Mattarellum 2.0». Gelo di Renzi



wordpress stat