| categoria: sanità

Medici, stipendio tagliato se prescrivono esami “inutili”? E’ rivolta: pronti alle barricate

La risonanza magnetica non serviva per fare la diagnosi? L’ennesima ecografia era inutile? Il medico potrebbe vedersi tagliare gli incentivi. Se la prescrizione di un esame ai fini della diagnosi è ritenuta inappropriata, insomma, a pagare con una riduzione dello stipendio sarà il medico. Il principio sta mettendo in fibrillazione l’Ordine dei medici di Torino, pronto a minacciare barricate se l’emendamento proposto dalle Regioni in sede di discussione dell’Intesa Stato Regioni per il risparmio di 2.352 miliardi in sanità sarà approvato. Tra le richieste fatte dalle Regioni infatti si ipotizza la previsione di “responsabilità patrimoniali” per i medici prescrittori di prestazioni inappropriate. “Qualora dal controllo risulti che un medico abbia prescritto una prestazione senza osservare le condizioni e le limitazioni citate – si legge nel documento integrale – l’azienda sanitaria locale o l’azienda ospedaliera, dopo aver richiesto al medico le ragioni della mancata osservanza, ove ritenga insoddisfacenti le motivazioni addotte, adotta i provvedimenti di competenza applicando una riduzione del trattamento economico accessorio per il personale medico dipendente del Servizio sanitario nazionale o degli incentivi legati al raggiungimento degli obiettivo di qualificazione”.

Guido Giustetto, presidente dell’Ordine dei medici di Torino, è tranchant: “Un principio inaccettabile – dice – Ci batteremo con ogni mezzo. In primo luogo perché l’appropriatezza è un problema di sistema e non può essere l’ultimo medico a pagare. In secondo luogo non ha senso che, ogni volta che si parla di appropriatezza, si finisca sempre sul versante economico finanziario. Punitivo per i medici”. Martedì si torna a discutere a Roma al tavolo Stato Regioni, ma è evidente che questo punto è destinato a scatenare una polemica che non sarà facilmente sedata. Ieri, infatti, il comitato dalle della FNOMCeo, la Federazione nazionale degli Ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri, esprime forte preoccupazione e contrarietà “anche nella consapevolezza che il valore dell’appropriatezza sia da tutelare”. “Non è affatto equa l’ipotesi di attribuire

una responsabilità patrimoniale individuale ad un singolo soggetto, in un processo che invece prevede la collaborazione di diverse competenze e investe l’organizzazione e la responsabilità del servizio sanitario nel suo insieme”. Possibili incentivi o disincentivi devono essere a carico delle aziende sanitarie, è la proposta della Federazioni, “o al loro interno deve essere attuata la meritocrazia nei confronti del singolo professionista”.

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