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Sindaci contro il governo, no allo Sblocca Italia e ai tagli

Da Nord a Sud i sindaci dicono no allo Sblocca Italia, no ai tagli agli enti locali e ricordano al Governo, ma anche all’Anci, che «contro le comunità non si potrà agire». Questo il messaggio dell’assemblea convocata a Napoli dal sindaco del capoluogo campano, Luigi de Magistris («Lo sblocca Italia assomiglia a uno sblocca affari» ha detto). Alla Mostra d’Oltremare – nel giorno della visita di Renzi a Pompei – si sono ritrovati una settantina di amministratori locali ai quali si aggiungono le 100 adesioni di sindaci che non sono potuti arrivare a Napoli. In sala, al fianco degli amministratori, anche comitati e movimenti. Dal Comune di Napoli erano partiti 236 inviti rivolti a quei sindaci che «con atti formali si sono schierati» contro lo Sblocca Italia. «Questa iniziativa ? ha detto de Magistris ? è occasione per far il punto contro normative pericolose che puntano al massacro del territorio, per dire no a pratiche come le trivellazioni, le cementificazioni, gli inceneritori e a opere pubbliche assolutamente inutili e faraoniche. Lo Sblocca Italia somiglia sempre più a uno sblocca affari che va a consolidare un sistema anche criminale che è molto forte nel nostro Paese». Una giornata in cui, ha sottolineato l’ex pm, «tanti piccoli Davide si uniscono contro Golia». L’assemblea, durante la quale hanno preso la parola sindaci dalla Sicilia alla Val di Susa ed esponenti dei movimenti, si è conclusa con la redazione di un documento con il quale gli amministratori si impegnano a convocare Consigli comunali in cui recepire i contributi dei cittadini, creare un coordinamento che elabori proposte da sottoporre al Governo e indire una manifestazione a Roma. Sindaci e movimenti hanno costituito un fronte unito contro il Governo e contro lo Sblocca Italia e propongono un modello di sviluppo «diverso» che ha «nella difesa del paesaggio e del patrimonio culturale – si legge nel documento – le occasioni di crescita economica, per un turismo sostenibile, per un’imprenditoria giovanile diffusa alla quale offrire un lavoro che nasca dalla messa in rete delle tante realtà locali». Secondo i partecipanti, lo Sblocca Italia propone un modello di sviluppo e crescita «inaccettabile». Il documento redatto si conclude affermando che «criminali non è chi lotta per i propri territori, ma chi attraverso leggi incostituzionali favorisce il dilagare di fenomeni corruttivi e le cricche del malaffare». A unire gli amministratori e la cittadinanza anche la questione dei tagli previsti nel Def. Da Napoli parte un aut aut al Governo Renzi e all’Anci affinché sia posto rimedio ai tagli previsti per le città metropolitane e per i Comuni. «Se non cambierà – ha detto de Magistris – ci sarà con il Governo una lotta durissima e con l’Anci si porrà il tema della tutela e delle discriminazioni inaccettabili tra citta’. Napoli non è più disposta a sopportare ingiustizie palesi. Noi siamo pronti al sacrificio, ma non siamo fessi, ognuno si assuma le proprie responsabilità». A livello nazionale, nel Def si prevedono tagli alle città metropolitane per circa 256 milioni di euro di cui ? a quanto riferito ? 70 milioni pesano sulla città metropolitana di Napoli, cui si aggiungono ulteriori 50 milioni di risorse in meno per il Comune di Napoli. «Napoli è strategica non per sé stessa, ma per il Mezzogiorno e per l’Italia». Durante l’assemblea, componenti dei comitati hanno esposto lo striscione ?Verso il primo maggio. Milano no Expo, Napoli contro lo Sblocca Italia? e hanno annunciato manifestazioni di protesta il prossimo 16 maggio in occasione della visita napoletana del presidente del consiglio Matteo Renzi per inaugurare la stazione Municipio della linea 1 della metropolitana.

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