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Venezia, il porto più green del Mediterraneo

Nel corso di una conferenza stampa a Ca’ Farsetti, sede del Comune di Venezia, è stato rinnovato l’accordo volontario “Venice Blue Flag” finalizzato alla riduzione
dell’inquinamento atmosferico delle navi a Venezia attraverso l’utilizzo di combustibile di ridotte emissioni di zolfo. Firmatari di questa importante iniziativa, promossa già nel
2007-2009, il Commissario straordinario del Comune di Venezia, Vittorio Zappalorto, il Presidente l’Autorità Portuale, Paolo Costa, il Comandante la Capitaneria di Porto,
Amm. Tiberio Piattelli ed i rappresentanti delle compagnie crocieristiche che fanno scalo a Venezia. L‘accordo “Venice Bblue Flag” prevede che ogni nave in arrivo al porto di
Venezia utilizzi, prima dell’ingresso in Laguna e fino a tutto il periodo di stazionamento in banchina, carburanti a basso contenuto di zolfo (0,1%%); limite questo molto più
restrittivo di quanto stabilisce la normativa italiana, che prevede una percentuale inferiore al 3,5% che sarà abbassata allo 0,5% solo a partire dal 2020. Questa edizione
2015 dell’accordo presenta anche una novità: le compagnie potranno inoltre introdurre particolari filtri ai camini “scrubber”, in grado di intrappolare gli inquinanti e abbattere
le emissioni. La Capitaneria di Porto avrà il compito di certificare il rispetto delle norme anti-inquinamento con analisi a campione sul combustibile; i relativi costi saranno a
carico dell’Autorità Portuale di Venezia. Il rinnovo di questo accordo è stato accolto con soddisfazione dall’industria crocieristica che mira a salvaguardare la sostenibilità del
settore a Venezia, meta turistica unica al mondo, contribuendo a tutelarne il patrimonio ambientale e culturale. Queste in sintesi le parole di Francesco Galletti, direttore
nazionale di CLIA (Cruise Lines International Association), voce e principale autorità delle cruise community a livello globale, essendo la più grande associazione di categoria
dell’industria del settore; presente con 15 uffici nel mondo, in Nord e Sud America, Europa, Asia e Australasia con 23 milioni di passeggeri che navigano annualmente. Il
Presidente l’Autorità Portuale di Venezia tra i firmatari dell’accordo, non ha perso l’occasione per sottolineare che il Governo, con il Decreto Clini-Passera del 2 marzo 2012, aveva promesso di eliminare il traffico crocieristico sopra le 40 mila tonnellate lungo il bacino di San Marco ed il canale della Giudecca, imponendo alle ”grandi navi” di raggiungere la stazione marittima attraverso una via alternativa. Sono ormai tre anni che Autorità Portuale, Capitaneria di Porto e l’allora Magistrato alle Acque hanno presentato invano la soluzione, quella conosciuta come “canale Contorta-Sant‘Angelo”, in grado di rispondere all’urgenza di allontanare le grandi navi da San Marco evitando così di mettere a repentaglio il settore della crocieristica veneziana e tutto il comparto della sua portualità. Ulteriori soluzioni da parte di altri soggetti sono a suo tempo state presentate che però sembra non siano state considerate percorribili, vuoi perché da realizzarsi in aree dove i rispettivi comuni non sono disponibili ad accettarle o dove insediamenti lavorativi non sono facilmente spostabili. La lunga mancanza di una decisione da parte del Governo ha costretto da tempo ad operare per far accettare alle 37 compagnie di navigazione che scalano Venezia, le misure transitorie imposte in attesa di ottenere una normale funzionalità del porto, considerato principale capolinea nel Mediterraneo Orientale. A conclusione della breve cerimonia della firma dell’accordo “Venice Blue Flag” il Commissario straordinario del Comune di Venezia, Vittorio Zappalorto, ha consegnato a ciascuno dei rappresentanti le compagnie crocieristiche una targa a conferma di Venezia quale porto più “Green” del Mediterraneo.
Gian. Schiaffino.

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