| categoria: Dall'interno

Peschereccio Airone, equipaggio interrogato dopo il rientro a Mazara

Sentiti da investigatori e inquirenti subito dopo il loro arrivo nel porto di Mazara del Vallo, avvenuto quindici minuti dopo la mezzanotte, i sette mariani (quattro tunisini e tre italiani) del peschereccio Airone sono stati ascoltati fin quasi alle 4 di stamane nei locali della Guardia costiera. «Rifarei tutto quello che ho fatto per portare in salvo il mio equipaggio – ha detto il comandante del peschereccio, Angelo Figuccia, 44 anni – In quell’area si corrono sempre rischi». L’inchiesta aperta dalla procura di Marsala dovrà accertare quanto accaduto la mattina di venerdì scorso, quando intorno alle 7 il peschereccio italiano è stato fermato a una trentina di miglia dalle coste libiche da militari di Misurata. Dalle riprese di una troupe di Sky, che si trovava sulla motovedetta libica per un servizio sull’immigrazione, si vedono le immagini dell’abbordaggio. «Dovete tirare le reti – dice in italiano un militare libico -. Vogliamo i vostri documenti, se possibile». I documenti vengono calati dentro una busta di plastica e visionati a bordo. «Dobbiamo andare verso Misurata», dice ancora il comandante libico. Figuccia risponde: «Non si può lasciar perdere? Siamo qui per un pezzo di pane». «Non si può. Uno dei nostri deve venire con voi». Si vede un militare del rimorchiatore di Misurata saltare sul peschereccio.

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