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Primarie Pd a Enna, stravince l’impresentabile Crisafulli

Il day after è da gonfiarsi il petto. Una prova di forza, scontata per molti. Il 73,7% dei consensi alle primarie di Enna, 47 punti in più del suo avversario, Dario Cardaci, sponsor Ncd e Udc. Ma Mirello Crisafulli, 65 anni, non è leader 2.0. È vecchio stampo. Scuola Pci. Anni Ottanta, Novanta e Duemila. «Non ho vinto io, hanno vinto i cittadini», si smarca. Da Roma, al momento, silenzio. Tacciono i suoi «nemici» di partito. Anche quelli che avevano cercato di stopparlo, come il vice segretario Debora Serracchiani. «Io ci metto la faccia, mi ha voluto la mia gente», dice sornione. È la prima volta, nella sua lunga carriera politica, che l’ex senatore, catapultato nel tritacarne politico per vicende giudiziarie poi finite in bolle di sapone ma che gli sono costate la candidatura alle ultime politiche, si mette in gioco nella sua Enna. «Non ho mai fatto il sindaco, né il consigliere comunale: è la mia prima volta», gongola il «barone rosso», una carriera lunga trent’anni, tra Assemblea regionale e Parlamento. Una risposta anche a chi a Roma, nel suo Pd, non lo ama. «Io non avevo problemi prima e non ne ho adesso – avverte – Altri hanno problemi? Si curino. Ma la cosa non mi riguarda». Anzi. Agli scettici risponde con l’ironia, una delle sue armi migliori. «Nel presepe c’è sempre lo ‘sconfortato’, quello che non capisce cosa succede – ride – Nel mio partito ci sono tanti ‘sconfortati’, gente che se si candidasse prenderebbe forse tre voti». Crisafulli a Enna è come la Gioconda al Louvre. Nel clima di anti-politica che regna in Sicilia ma anche nel Paese, Crisafulli ci tiene a evidenziare un dato: «2.872 votanti alle primarie rappresentano il 15% dell’elettorato di Enna». «È la vittoria della gente, non dei partiti», incalza. E anche la questione aperta sull’uso o meno del simbolo del Pd in campagna elettorale, conta poco. «Il mio segretario Fausto Raciti ha detto che il simbolo è a disposizione del partito – sottolinea Crisafulli – Siamo noi a dovere valutare». Ma a prescindere dal simbolo, l’ «impresentabile» Mirello o l’ultimo dei comunisti, a seconda di chi lo giudica, è già nel pieno della corsa a sindaco. «Io in campagna elettorale? No, i cittadini lo sono. Perché Enna è ben amministrata e vogliono continuità». Un esempio? «La Tasi è una tassa odiosa, bene – si compiace – A Enna il 99% la paga. Questo è il lavoro che c’è dietro, a Enna il Pd è dalla parte del popolo». E la coalizione con Ncd e Udc? «Un percorso nuovo, un nuovo inizio».

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