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Ue: operazione militare per colpire il traffico di uomini

“Ieri per la prima volta l’intera Europa si è mostrata attenta e solidale, con alcuni impegni concreti che proveremo a puntualizzare nelle ore che ci separano dal Consiglio Europeo di giovedì”. Il premier Matteo Renzi esprime soddisfazione per gli impegni che l’Unione europea ha promesso di prendere sull’emergenza migranti, a partire dal piano in dieci punti presentato ieri a Lussemburgo al vertice dei Ministri degli Esteri e dell’Interno della Ue.

“Le donne e gli uomini che stanno salvando vite umane nel Mediterraneo ci rendono orgogliosi dell’Italia e di quello che stiamo facendo”, ha affermato il presidente del Consiglio su Facebook, enunciando i principali provvedimenti in programma in mabito Ue: “Interventi nei Paesi d’origine, distruzione dei barconi, raddoppio di Triton, ricollocazione d’emergenza condivisa tra tutti i Paesi, collaborazione con le Nazioni Unite, sforzo comune alle frontiere meridionali della Libia”. Poi l’attacco a chi strumentalizza la tragedia dei migranti: “Gli sciacalli tornino a casa: la demagogia non serve, è il tempo della politica. Se davvero finalmente alle parole scritte corrisponderanno fatti concreti per l’Europa sarà un primo passo. Ma la strada da fare è ancora tanto lunga: davanti al dolore dell’Africa e agli schiavisti del ventunesimo secolo non è possibile voltare la testa dall’altra parte. L’Italia c’è e sta facendo ciò che stiamo vedendo consapevole di portare sulle spalle secoli di valori e di civiltà”.

L’intervento di Renzi arriva dopo l’annuncio di Natasha Bertaud, portavoce in materia di immigrazione della Commissione Ue, che in mattinata ha parlato apertamente di una possibile “operazione militare” per colpire i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo.

La portavoce ha precisato le modalità del possibile intervento: le operazioni di sequestro e distruzione delle imbarcazioni utilizzate dagli scafisti per trasportare migranti verso l’Europa dovranno essere condotte attraverso “una missione militare e civile” dell’Unione europea. La missione dovrebbe essere simile all’operazione militare Ue (Atalanta) in corso contro i pirati al largo delle coste somale. “Il mandato della nuova operazione non è stato ancora deciso,” ha aggiunto la portavoce, spiegando che la questione sarà discussa dal Consiglio europeo straordinario di giovedì prossimo. La scorsa settimana, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex, aveva segnalato in un comunicato stampa che gli scafisti hanno fatto ricorso già due volte quest’anno alla violenza per recuperare le imbarcazioni sequestrate dalle guardie costiere europee, segno che “c’è un carenza di imbarcazioni” a disposizione degli scafisti, secondo Frontex.

I dati sul traffico di migranti nel Mediterraneo continuano ad essere drammatici: secondo quanto riferito dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni nel 2015 il numero degli immigrati morti è già 30 volte superiore a quello dello stesso periodo dello scorso anno. Sono infatti 1750 i decessi dall’inizio dell’anno, mentre nello stesso periodo del 2014 erano stati 56. Secondo una stima dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) il tasso di mortalità tra i richiedenti asilo e migranti che attraversano il Mediterraneo è drammaticamente salito: “Nel 2014 il Mediterraneo era già emerso come la rotta più mortale al mondo per i rifugiati ed i migranti con una media di un decesso su 50 tra le persone che hanno tentato di attraversarlo. Quest’anno, la media è finora di circa uno su 20. I numeri si stanno muovendo nella cattiva direzione”, ha detto il portavoce dell’Unhcr Adrian Edwards. I morti segnalati nel mese di aprile sono circa 1.300, un record per un solo mese. Dall’inizio dell’anno, più di 36mila richiedenti asilo e migranti sono giunti in Europa meridionale via mare.

In mattinata l’intervento delle istituzioni europee è stato invocato anche dal Capo dello Stato Sergio Mattarella che ha parlato in occasione della Giornata mondiale del libro: “E’ dovere nostro – dell’Europa, dell’intera comunità internazionale fare di più per impedire queste stragi” ha detto il presidente della Repubblica, che ha aggiunto: “Siamo di fronte a tragedie sconvolgenti: trafficanti di esseri umani che provocano stragi di innocenti. Sentiamo questa ferita lacerante”. Del resto la questione del flusso di migranti è un tema che non riguarda più solo l’Italia: dopo il naufragio del barcone proveniente dalla Libia che potrebbe essere costato la vita a 850 persone, ieri una imbarcazione con 200 migranti proveniente dalla Turchia si è schiantata sulle coste di Rodi in Grecia.

La tragedia che si sta consumando in questi giorni nel tratto di mare che separa la nostra penisola dalle coste dell’Africa settentrionale è all’attenzione anche dei principali leader europei: il presidente francese, Francois Hollande ha lanciato un appello agli “europei e anche oltre” affinché risolvano “questioni diventate insopportabili”. “Questi trafficanti – ha detto il capo dello Stato francese – si arricchiscono sulla miseria del mondo. E’ insopportabile sul piano umanitario”. Chiama la Francia alle sue responsabilità il leader M5S Beppe Grillo, che su Twitter ha attaccato anche gli Usa: “La situazione in Libia è collassata per l’intervento di Francia e Usa: devono fare fronte all’emergenza assumendosi le loro responsabilità”.

L’idea di bloccare i barconi in partenza viene bocciata dal Vaticano. “E’ un’idea mostruosa, orrenda, inumana” quella di “bloccare persone disperate che fuggono dalla fame o dalla guerra: lo chiamerei un crimine di guerra”, ha affermato Margaret Archer, presidente della Pontificia Accademia della Scienze sociali che ha aggiunto: “E’ atroce per me vedere che non c’è responsabilità condivisa nell’Unione europea per la questione dei rifugiati che arrivano in Italia”.

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