| categoria: sanità Lazio

Sanità privata a picco, senza stipendi i dipendenti del gruppo Ini

Non c’è pace per la sanità privata del Lazio. Dopo le denunce inviate nei giorni scorsi dalla Cisl Fp alla Regione sulla vertenza del Gruppo Idi Sanità, è la volta di un altro centro: l’Istituto neurotraumatologico italiano (Ini), dove «circa 1.250 dipendenti non ricevono lo stipendio a causa di un contenzioso economico tra la proprietà e Regione Lazio che dura da molto tempo». Ad affermarlo in una nota è Roberto Chierchia, segretario generale Cisl Fp Roma e Lazio, che aggiunge: «Per la sanità privata accreditata è ormai crisi irreversibile». Per questo motivo domani dalle ore 10.00 alle ore 13.00 i dipendenti del gruppo sanitario insieme a Cgil e Uil si ritroveranno a Roma per protestare sotto la regione, in Piazza Oderico da Pordenone, per «chiedere chiarezza e vedere riconosciuto un sacrosanto diritto, il pagamento della retribuzione per i servizi sanitari resi alla cittadinanza». La Cisl Fp di Roma e Lazio «non può accettare con rassegnazione che il perdurare dei problemi di natura economica che, a quanto riferisce il Gruppo Ini sono principalmente dovuti a ritardi e mancati pagamenti delle rimesse regionali, gravino principalmente sui dipendenti che quotidianamente continuano a garantire i servizi assistenziali con dedizione e professionalità». «Ricordiamo alle istituzioni competenti che le prestazioni che vengono svolte dalla sanità accreditata con il servizio sanitario regionale, sono a tutti gli effetti da considerare ‘servizio pubblico’ ai cittadini, e per tali ragioni chiediamo al commissario ad acta alla Sanità Nicola Zingaretti un intervento determinato e risolutivo su tutto il settore della sanità privata. Un intervento – prosegue Chierchia – determinato insieme alle parti sociali, al fine di tutelare occupazione e salari, che troppo spesso sono vessati da continue e incontrollate applicazioni di contratti che diminuiscono i diritti e le retribuzioni dei dipendenti, in una imbarazzante attuazione di un dumping contrattuale, al quale la Regione Lazio assiste passivamente». Il sindacato, in assenza di novità significative, è pronto a proclamare «lo stato di agitazione. Verranno messe in atto – conclude la nota – tutte le iniziative di protesta e legali utili alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori interessati».

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