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Bandi scaduti a Ostia, è caos. E la stagione è alle porte

L’estate, sul mare di Roma, rischia di aprire i battenti in ritardo. In un groviglio di bandi, ricorsi e caos, il destino di Ostia e le sue spiagge è al momento avvolto nella nebbia. Il semaforo verde per la stagione balneare dovrebbe scattare a giorni – con l’ordinanza pronta alla firma di Ignazio Marino – ma i problemi da limare sul litorale si moltiplicano. La battaglia per la legalità che il Pd sta portando avanti nel municipio «caduto per le pressioni delle mafie», è diventata una lotta contro il tempo.
L’ultima tegola si è abbattuta ieri con l’allarme lanciato dai gestori dei chioschi di Capocotta. Entro giugno infatti scade la convenzione stipulata tra il Comune e le strutture sorte sulle spiagge libere più belle di Roma, incastonate nell’area dunale protetta. Dieci anni di gestione, fin dal 2000, poi la proroga dal 2010 a oggi: nessuno però ha più messo mano a quelle concessioni. «Per 15 anni noi abbiamo protetto le dune, garantito occupazione, servizi e sicurezza tutto l’anno. – spiega Claudio Presutti del Consorzio Cinquespiagge -. Ora il tempo è scaduto ma dal Comune il silenzio è assordante. Senza il Piano di Gestione della Riserva in cui ricade Capocotta, atteso da 20 anni, cosa ne sarà di questi lidi?».
«Il rischio qui è chiudere la spiaggia dei romani, – sottolinea Francesco D’Ausilio, consigliere capitolino Pd – le gare annuali sono sbagliate, bisogna garantire le risorse ai gestori di un simile patrimonio». Dall’assessorato all’Ambiente di Estella Marino si assicura: i nuovi bandi stanno per partire. Ma il tempo non c’è, quindi la proroga appare inevitabile. Poi c’è il tema «ampliamenti» dei chioschi, obbligatori per garantire i servizi richiesti dal Comune, dicono i gestori, ma che potrebbero diventare oggetto di contestazioni.
Anche nella vicina Castelporziano il cielo non è limpido, ma almeno qui il Campidoglio ha vinto una battaglia. Il Consiglio di Stato ha infatti rigettato il ricorso presentato da due dei cinque gestori dei chioschi (abusivi), su cui si erano abbattute le ruspe del Comune il 14 aprile. Via libera a nuove demolizioni, conferma l’assessore capitolino alla Legalità, Alfonso Sabella, che si trova a gestire l’altro intoppo delle ultime ore. Il bando per la pulizia e la sicurezza di Castelporziano infatti è da rifare: con l’estate alle porte, le spiagge rischiano di restare senza bagnini e servizi. Ditte senza requisiti adatti, una gara, spiega Sabella, «scritta male e in fretta», (dal direttore del municipio Claudio Saccotelli poi rimosso), con «qualche profilo che poteva essere dubbio». Le soluzioni? «Si rifà il bando o in emergenza si affidano i servizi a Comune e Ama», Obiettivo 2016, la rivoluzione-Castelporziano: bando europeo, spiagge con servizi per disabili e bambini. Procede intanto l’abbattimento del «lungomuro». Oltre ai dieci varchi già aperti (inclusi i due sospesi dal Tar), Campidoglio e balneari sono a confronto per cancellare ulteriori ostacoli sul mare.

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