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VATICANO/ Ipotesi di attentato? Nessuna particolare preoccupazione

«Da quel poco che si dice sembra una ipotesi del 2010 senza seguito. Quindi la cosa non è oggi rilevante e non è motivo di particolari preoccupazioni». Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, usa toni tranquillizzanti sulle ipotesi di un progetto di attentato terroristico di matrice islamista che avrebbe dovuto prendere di mira il Vaticano. A parlarne, alla procura di Cagliari, sono stati oggi gli inquirenti che hanno scoperto la cellula di Al Qaida che ha operato in Sardegna, nell’ambito di un’operazione anti-terrorismo che ha portato a 18 arresti e interessato sette province italiane. Dalle conversazioni intercettate, infatti, è emersa, insieme alla presenza in Italia di kamikaze pachistani, l’ipotesi che si progettasse un attentato in Vaticano. E secondo quanto reso noto dal procuratore Mauro Mura, il progetto risalirebbe al marzo del 2010, durante la presenza in Italia di kamikaze. L’attentato potrebbe essere sfumato dopo una perquisizione effettuata dalla Polizia a casa di uno degli indagati nel marzo del 2010. All’epoca, due kamikaze pachistani erano appena sbarcati a Roma e quasi contemporaneamente la Polizia fece scattare delle perquisizioni. L’organizzazione affiliata ad Al Qaida contattò quindi i due terroristi, facendo capire loro di dover «cambiare aria». Raggiunsero subito uno Olbia e uno Bergamo: e nella perquisizione a carico del capo della comunità islamica della città sarda fu trovato un foglio di carta con il voto al martirio di uno dei terroristi. Il fatto che si parli di vicende di cinque anni or sono fa ora dire alle personalità vaticane: «non siamo preoccupati». Nel contesto attuale, comunque, si sono ripetute generiche minacce dello Stato islamico contro la Santa Sede e contro la persona stessa del Papa. I livelli di vigilanza, pur senza l’esistenza di rischi specifici, tengono contro della situazione ma anche della volontà del Papa di non frapporre barriere al suo costante abbraccio con i fedeli. «Siamo tutti esposti e abbiamo tutti paura ma il Papa è molto tranquillo in questo – ha commentato oggi da Padova il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin -. basta veder come incontra le persone con grande lucidità e serenità». «Il timore più grande – ha sottolineato il primo collaboratore del Pontefice – è quello che possano essere coinvolte in attentati persone innocenti. Non mi sembra però di percepire in Vaticano una preoccupazione esagerata. certo bisogna stare attenti». «Credo che anche da un punto di vista della sicurezza – ha aggiunto Parolin – ci siano delle garanzie, tutte le strutture che si occupano di sicurezza sono particolarmente attente ma non mi pare ci sia assolutamente un allarme. Siamo esposti come tutti a questa minaccia, come abbiamo visto anche in Francia». Nella lectio magistralis tenuta alla Facoltà Teologica del Triveneto, tra l’altro, Parolin – oltre a ricordare come il Pontefice abbia chiesto «che vengano fermate le forze del cosiddetto Califfato» – ha osservato che papa Francesco «parla costantemente dei pericoli di tutti i fondamentalismi, che siano culturali, religiosi o teologici. Del fondamentalismo esiste un pericolo grave per l’ordine politico, perchè esso produce violenze indefinite. Tocca dunque alle religioni interrogarsi e partecipare alla costruzione della pace».

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