| categoria: economia

Derivati, Padoan: la gestione del bilancio è sana

Nessuna novità e nessuna preoccupazione, perché la gestione del bilancio pubblico «è sana» e l’andamento del debito è tornato sotto controllo dopo gli anni più acuti della crisi. Si mostra tranquillo il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, di fronte all’ennesima polemica scatenata dalle opposizioni sulla gestione dei derivati, con Renato Brunetta che di nuovo è arrivato a chiedere le sue dimissioni. L’occasione è stata una rielaborazione dei dati Eurostat pubblicata da Bloomberg, da cui è emerso che tra 2011 e 2014 sull’Italia i contratti derivati, sottoscritti appunto come garanzia per tutelarsi da potenziali eventi avversi, hanno pesato sul bilancio pubblico più che nel complesso dell’eurozona nel suo insieme: 16,9 miliardi di perdite, oltre 5 solo lo scorso anno, che hanno di fatto aumentato il debito pubblico italiano – salito ancora a febbraio al record di 2.169 miliardi – mentre altri Paesi sono riusciti a mettere a segno guadagni (la Francia ad esempio per oltre 2,7 miliardi), o comunque a contenere le perdite – la Germania, che in valore assoluto ha il debito più alto d’Europa, ha registrato nello stesso periodo perdite per 950 milioni di euro. «Quelli sui derivati sono dati noti, che riguardano scelte effettuate in passato quando la situazione del debito pubblico era più delicata – ha spiegato il ministro – adesso la gestione è sotto controllo, queste conseguenze di scelte fatte in passato saranno via via eliminate e di conseguenza la gestione del bilancio pubblico continuerà come adesso». E «che sia una gestione sana – ha aggiunto Padoan dall’Ecofin di Riga – lo dimostra il rating che abbiamo, il valore dello spread e il costo dell’indebitamento che scende». Il Tesoro, come ha spiegato il direttore del debito Maria Cannata in Parlamento nei mesi scorsi, ha sottoscritto negli anni contratti per 160 miliardi (a fine 2014 i derivati in portafoglio per la gestione del debito ammontavano a 163 miliardi), di cui circa 42 di potenziali perdite (con mark to market negativo). Una gestione che però è stata «opaca» come accusano le opposizioni, Forza Italia ma anche il Movimento 5 stelle, che hanno chiesto più volte di avere completo accesso ai dati dei contratti. Accesso negato dal Tesoro perché, ha ribadito in diverse occasioni lo stesso Padoan, le informazioni fornite sono già sufficienti e andare oltre potrebbe portare uno «svantaggio competitivo» per il Paese a danno dell’intera gestione del debito pubblico.

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