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Letta avverte Renzi, su Italicum rischia di ridurre in macerie il Pd

Enrico Letta manda un nuovo avviso a Matteo Renzi: sull’Italicum, dice, il premier può anche ottenere il via libera della Camera ma se ci arriverà con una forzatura, rischia di costruire la sua vittoria sulle «macerie». Soprattutto quelle del Pd. È il rischio di una vittoria di Pirro quella che paventa l’ex premier che pure si dice colpito dagli argomenti «condivisibili e interessanti» usati oggi da Renzi nella sua ‘ultima chiamata’ al Pd sull’italicum. Il fatto, dice, è che non si possono mischiare come fossero la stessa cosa la riforma elettorale e le politiche del governo. Sulle seconde il richiamo di Renzi alla determinazione è comprensibile. Anzi, «il governo ha l’obbligo di andare dritto anche forzando» ma «non può applicare lo stesso metodo quando si decidono le regole del gioco». Letta invita quindi il premier a tornare sui suoi stessi passi: era Renzi, ricorda, che diceva che la riforma elettorale non può essere votata a maggioranza. Per questo lui in Aula ci sarà ma per sapere come si comporterà bisognerà vedere quali saranno i passi di Renzi. «La fiducia è un errore» continua a ripetere Letta che precisa: il suo voto dipenderà da quale sarà «l’atteggiamento sulla fiducia e dal merito della legge elettorale». Perchè quello sull’italicum «è un passaggio molto delicato e importante in cui non si sa cosa succederà». Il rischio di ‘macerie’ rischia infatti di travolgere il partito che Letta precisa di non voler abbandonare. «Mi dimetterò solo dal Parlamento» e non, ci tiene a precisare, a settembre come qualche maligno ha voluto insinuare ipotizzando calcoli per ottenere il vitalizio. «Smentisco categoricamente, la data di settembre è solo relativa all’inizio dell’anno accademico» in quell’università che costituirà il suo nuovo modo, afferma, di fare politica. È combattivo anche se assicura di non volersi togliere alcun sassolino dalle scarpe. Nel fuori onda prima dell’inizio della registrazione dell’intervista con Lilli Gruber a La7 promette che gli ascoltatori si troveranno «un nuovo ospite stasera». Nessun passo indietro quindi sull’utilizzo del termine metadone usato per definire lo ‘storytelling’ ma una piccata risposta al premier che aveva bollato le sue critiche e quelle di Prodi verso il governo come una trovata per vendere libri. «Una frase del genere qualifica chi la fa… Vuol dire che applica quelle che sono le sue categorie mentali».

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