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Boschi in fiamme vicino a Chernobil, ritorna la paura

Allarme incendio nella foresta della zona di esclusione di Cernobyl, una delle piu’ inquinate del pianeta, ad una ventina di km dalla centrale teatro nel 1986 della peggior catastrofe nucleare civile. In serata il premier Arseni Iatseniuk, dopo aver convocato una riunione urgente del Comitato per le situazioni di emergenza ed essere andato sulla linea del fuoco, ha assicurato che la situazione «e’ sotto controllo» e che «il livello di radioattivita’ non e’ cambiato». «Ma un incendio di queste dimensioni non c’e’ mai stato dopo il 1992», ha aggiunto. A mantenere la tensione e’ l’ipotesi che il rogo potrebbe essere stato causato da un’azione dolosa o da un comportamento negligente, come ha riferito il vice presidente del comitato della protezione civile, Nikolai Cecetkin. Colpisce anche la coincidenza: l’incendio e’ scoppiato alla vigilia della riunione, domani a Londra, dei contributori del fondo per il sarcofago destinato a mettere in sicurezza la centrale. Un incontro promosso dal G7 allo scopo di raccogliere altri fondi per completare la copertura dell’impianto, entro la nuova scadenza di meta’ 2017. All’appello mancano 615 milioni di euro. Proprio ieri, durante il vertice Ucraina-Ue a Kiev, il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker ha annunciato che Bruxelles stanziera’ altri 70 milioni di euro, mentre la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) intende contribuire con altri 350 milioni di euro. Il resto (195 mln) dovrebbero metterlo contributori privati. Tutto e’ iniziato alle 12.45 ucraine (le 11.45 in Italia), quando le fiamme hanno cominciato a bruciare i boschi della cosiddetta zona di esclusione, dove e’ proibito vivere in modo permanente per la presenza di tracce di radioattivita’ a macchia di leopardo. Un rogo alimentato dalla giornata calda (circa 20 gradi) e leggermente ventosa. Le prime polemiche riguardano la presunta mancanza di tempestivita’ dei vigili del fuoco, che sarebbero intervenuti solo circa due ore dopo. Ma suscita preoccupazione anche il fatto che la notizia sia stata diffusa solo quattro ore dopo. E restano i dubbi che il fuoco abbia propagato sostanze radioattive. Le fiamme hanno guadagnato terreno nel tardo pomeriggio, quando la situazione e’ peggiorata per la mutata direzione del vento. «L’incendio si e’ intensificato nell’area attorno alla centrale nucleare di Cernobyl alle 18.30. Le fiamme hanno raggiunto le cime degli alberi e i forti venti minacciano di espandere l’incendio in una zona a 20 Km dalla centrale. Circa 400 ettari di foresta sono in fiamme», ha scritto su facebook il ministro dell’Interno ucraino Arsen Avakov. Tre i principali focolai. Per spegnere l’incendio sono stati impegnati 182 pompieri, 32 mezzi tecnici, due elicotteri (un Mil Mi-8 e un Eurocopter) e due aerei An-32P. Proprio domenica scorsa l’Ucraina aveva commemorato il 29/mo anniversario dell’esplosione del reattore numero 4 della centrale, sullo sfondo del dibattito ancora aperto sul bilancio umano della catastrofe. Il comitato scientifico dell’Onu sugli effetti delle radiazioni riconosce ufficialmente che solo la morte di 31 operatori e pompieri e’ collegabile direttamente all’incidente, mentre per Greenpeace le vittime attribuibili al disastro sarebbero almeno 100 mila, in particolare tra i «liquidatori». Nel 2012 sono iniziati i lavori per la realizzazione di un nuovo sarcofago protettivo attorno al quarto reattore per sostituire il vecchio, che ormai non e’ piu’ considerato ermetico e potrebbe collassare in qualsiasi momento, con effetti su tutta l’Europa.

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