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Bosnia, attacco terroristico al grido di “Allah è grande”

Il terrorismo islamico colpisce anche la Bosnia: un attentatore al grido di ‘Allah è grande’ ha fatto irruzione in un commissariato di Zvornik, nell’est della Bosnia-Erzegovina, e prima di essere colpito e ucciso nello scontro a fuoco, ha freddato un poliziotto e ne ha feriti altri due. Un episodio che le autorità locali hanno subito collegato con il terrorismo di matrice islamica nella Republika Srpska (Rs), l’entita’ a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina, al confine con la Serbia. Immediata la reazione e la condanna delle autorita’ locali, che non hanno esitato a parlare apertamente di ‘attacco terroristico’. Dal presidente della Rs Milorad Dodik al ministro dell’interno della Rs Dragan Likac e quello della sicurezza della Bosnia-Erzegovina Dragan Mektic, tutti hanno espresso profonda preoccupazione per un episodio suscettibile di destabilizzare la Bosnia-Erzegovina, che si regge sul fragile equilibrio istituzionale uscito dagli accordi di Dayton che nel 1995 posero fine alla guerra. In serata il premier Zeljka Cvijanovic ha convocato una riunione urgente del governo della Rs. Secondo la ricostruzione dei media, poco dopo le 19 l’uomo – identificato in tarda serata in Nerdin Ibric, originario di Tuzla – e’ giunto in auto al commissariato di Zvornik. Non appena gli e’ stato detto che non poteva parcheggiare davanti e’ uscito dalla macchina e si e’ diretto all’interno del commissariato dove, al grido ‘Allah e’ grande’ ha aperto il fuoco contro gli agenti, uccidendone uno e ferendone altri due. Subito pero’ e’ stato ucciso a sua volta dagli agenti che hanno risposto al fuoco. I media riferiscono che l’attentatore faceva parte della comunita’ wahabita, che in Bosnia conta fra i 3 e 4 mila adepti. I wahabiti professano un islam radicale di origine saudita e in Bosnia sono concentrati in massima parte nella localita’ di Gornja Maoca, nel nord del Paese, fra Tuzla e Brcko. Sono all’incirca 150 gli estremisti islamici che dalla Bosnia-Erzegovina si sono recati in Siria e Iraq per affiancare i combattenti delle formazioni jihadiste facenti capo all’Isis. Condanna dell’attacco armato a Zvornik e’ giunta anche dalla locale comunita’ islamica. L’imam Mustafa Muharemovic ha affermato che la comunita’ da lui guidata non tollera nessuna forma di violenza. Anche a Belgrado l’attentato di Zvornik ha suscitato condanna e preoccupazione. Il premier serbo Aleksandar Vucic ha parlato di «notizia terribile» e ha promesso pieno sostegno alla Republika Srpska nella lotta al terrorismo, mentre il ministro dell’interno Nebojsa Stefanovic, in un colloquio con il collega della Rs Dragan Lukac, ha annunciato un rafforzamento delle misure di controllo e sicurezza per prevenire eventuali attacchi terroristici in Serbia.

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