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Frassica, Quelli della notte e l’agendina di Arbore

“Fu una esperienza straordinaria. Ero gia’ allora un professionista che faceva teatro, radio… Il segreto? La magia del clima della trasmissione dove non c’era nulla di scritto o preparato, l’emozione tipica degli show di Arbore era tutta legata all’improvvisazione. Poteva succedere di tutto”: Nino Frassica, popolare attore siciliano, ricorda cosi’ la trasmissione cult Quelli della notte di Renzo Arbore e Ugo Porcelli, che debutto’ trent’anni fa, il 29 aprile 1985. Il comico, ospite a Cellamare (Bari) del Libro possibile winter per la presentazione con gli studenti del liceo Cartesio del suo ultimo libro “La mia autobiografia” (Mondadori, pagg. 190, euro 16,90) racconta che “con Arbore il feeling nacque in radio”. “Ero ospite delle sue trasmissioni – dice – Mi promise che mi avrebbe coinvolto nella sua prossima avventura in televisione. E cosi’ avvenne. Di solito si studia prima il testo e poi si scelgono gli interpreti: Arbore ribalto’ il cliche’ selezionando, dalla sua agendina segreta – nella quale c’era anche prima il mio nome – i componenti di una squadra che e’ rimasta nella storia della Rai”. “Sfidammo ogni convenzione – racconta – e riuscimmo nell’impresa, anche andando in onda in diretta nella seconda serata, alle 23.10, un orario ostico. Non era scontato, ma il pubblico ci premio'”. Chi e’ adesso Frassica? “Sono un ‘vecchietto’ con esperienza che non si accorge dell’eta’ avanzante – dice – e pensa di avere sempre diciotto anni. A volte nei miei spettacoli vado sul sicuro e ripropongo i vecchi personaggi che piacciono al pubblico. Vado fiero di un punto fermo: non ho mai smesso di sperimentare e provare sempre nuovi canovacci”. L’artista adesso e’ in giro per l’Italia per presentare la sua autobiografia: “Nella quarta di copertina e’ scritto che diverra’ un film, un musical e anche un amaro… In realta’ e’ gia’ un programma radiofonico e spero di trovare un produttore per mandarlo in onda. Come e’ nata l’idea del libro? Mi e’ stato dalla Mondadori. Il primo titolo era ‘Eravamo quelli della notte'”. Ho provato a scrivere la storia di quel periodo ma il risultato non era efficace, non facevano ridere le mie pagine. Allora – puntualizza – ho fatto una controproposta all’editore: un libro comico, non un libro serio, come e’ nelle mie corde”. L’ultimo pensiero e’ per Arbore: “Con Renzo ci sentiamo sempre – conclude – e ovviamente abbiamo ricordato insieme la stagione straordinaria di Quelli della notte, Indietro tutta e il nostro trentennale. Non perdo mai un suo concerto…”.

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