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Indonesia, fucilati sette stranieri e un indonesiano: condannati a morte per droga

Nove bare bianche sono state portate questa mattina nel carcere indonesiano di massima sicurezza di Besi, sull’isola di Nusakambangan, dove stasera sono stati fucilati otto contrabbandieri di droga di cui sette stranieri. Giustiziati nonostante le pressioni della comunità internazionale. Le bare sono state portate a bordo di ambulanze quando sull’isola c’erano già i familiari dei detenuti in attesa di esecuzione. Arrivati per l’ultimo saluto.Gli otto detenuti erano Andrew Chan (Australia), Myuran Sukumaran (Australia), Raheem Agbaje Salami (Nigeria), Zainal Abidin (Indonesia), Rodrigo Gularte (Brasile), Silvester Obiekwe Nwaolise alias Mustofa (Nigeria), Kemudian Martin Anderson alias Belo (Ghana), Okwudili Oyatanze (Nigeria): tutti arrestati per traffico di droga negli ultimi dieci anni, in un Paese che prevede la pena di morte per contrabbando. Gli appelli dei vari Stati di provenienza sono stati inutili. All’ultimo momento è stata sospesa l’esecuzione della filippina Mary Jane Fiesta Veloso: una donna si è recata alla stazione di polizia locale confessando di averla indotta a partecipare al traffico di droga.
Si sono mobilitate celebrità, tra cui il premio Oscar Geoffrey Rush (che in un video ha chiesto al premier Tony Abbbott di volare in Indonesia per un ultimo tentativo), e il ministro degli Esteri, Julie Bishop, ha chiesto lunedì una sospensione in attesa che si conoscesse l’esito di un’inchiesta per corruzione sui due giudici che hanno presieduto il caso. Ma il presidente Joko Widodo ha respinto la richiesta. L’ambasciatore australiano in Indonesia sarà richiamato “per consultazioni”, dopo l’esecuzione degli australiani Andrew Chan e Myuran Sukumaran insieme con altri sei condannati per traffico di droga. Il premier Tony Abbott ha parlato di “esecuzioni crudeli e inutili” e che si è entrati “in un momento buio” nelle relazioni fra i due paesi. “Deploriamo ciò che è stato fatto e questo non può essere semplicemente “business as usual” (tutto come al solito)”, ha detto Abbott. “Voglio sottolineare che la relazione fra Australia e Indonesia è molto importante, ma ha sofferto come risultato di ciò che è stato fatto nelle ultime ore”, ha aggiunto. L’Australia non aveva mai preso tale misura quando un suo cittadino è stato messo a morte da un paese straniero, e non aveva mai ritirato un suo ambasciatore in Indonesia.
Insiema alla filippina, il solo che per il momento può sperare perché ritirato dalla lista delle esecuzioni imminenti è il francese Serge Atlaoui, in attesa del verdetto sul suo ricorso presso il tribunale amministrativo di Giacarta. Per lui l’intervento all’ultimo minuto del presidente, Francois Hollande, che ha minacciato ritorsioni diplomatiche, è stato importante.
Per gli altri otto la condanna non si è fermata. L’agghiacciante procedura che li ha portati alla morte era rigidamente scandita. Sono stati prelevati dalle celle nella prigione di massima sicurezza e portati nel folto della giungla, sempre sull’isola di Nusakambanga, in una zona il cui nome suona più o meno ‘valle della morte’. Hanno indossato tute bianche (simbolo dell’oltretomba) e sono stati disposti di fronte al plotone di esecuzione. Hanno scelto se avere gli occhi bendati, sedere, inginocchiarsi o rimanere in piedi. Poi ognuno ha avuto tre minuti di tempo per raccogliersi, infine un medico gli ha messo una croce nera sul petto. Il plotone era composto da dodici uomini, nove hanno sparato a salve, tre di loro avevano i fucili armati. Se qualcuno dei condannati è rimasto in vita, è stato il comandante del plotone a sparare il colpo finale.

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