| categoria: In breve, Senza categoria

Obama, il caso Gray non è isolato. Hillary, il nodo razziale esiste

«Il coprifuoco ha funzionato» dicono i vertici della Polizia di Baltimora, mentre torna la calma dopo la notte più lunga. Cosi’ il traffico dell’ora di punta, le scuole riaperte, i mezzi pubblici funzionanti danno una parvenza di normalità alla città colpita da scontri e disordini nei giorni scorsi, al culmine della violenza esplosa dopo la morte del 25enne afroamericano Freddie Gray. ‘Quasi normalita’ pero’, perche’ resta la tensione, ed e’ come una miccia pronta a riaccendersi. Lo riconosce anche il presidente Barack Obama, quando parla del caso Gray come «un caso non isolato». «Troppe morti sono ormai legate all’azione della Polizia», ha detto, manifestando la consapevolezza che «non sono problemi che si risolvono in una notte». E incalza anche Hillary Clinton che, gia’ in corsa per la Casa Bianca, senza mezzi termini addita un sistema giudiziario squilibrato dove, dice, c’è anche un problema di discriminazione razziale. «Bisogna ripristinare fiducia e rispetto – ha proseguito Hillary – perche’ abbiamo permesso al nostro sistema di giustizia penale di andare fuori rotta». Sono le parole – pur dure – del ‘giorno dopo’, possibili perche’ la folla e’ stata sgomberata, gli arresti nella notte non hanno superato la decina e gli scontri si sono limitati a qualche momento di tensione tra lanci di oggetti da gruppi contenuti di manifestanti e qualche lacrimogeno da parte della Polizia. Poco di piu’, in una calma quasi irreale calata nella notte sulla citta’ che solo 24 ore prima era stata teatro di scontri, violenza, devastazioni. Facendo sanguinare di nuovo quella ferita lasciata aperta a Ferguson l’estate scorsa. Le tracce tuttavia restano: resta in forze la guardia nazionale che in migliaia di unità è giunta ad affiancare la Polizia locale, in un dispiegamento di forze dell’ordine degno dello stato d’emergenza proclamato con il conseguente coprifuoco che resta in vigore, al momento per una intera settimana. E quello che rimane è soprattutto una sensazione di attesa e una domanda: possibile che sia finita qui? Una prima risposta la si aspetta venerdì, con la diffusione del rapporto – ‘preliminare’ lo chiamano le autorita’ – su quanto accaduto a Freddie Gray lo scorso 12 aprile. Il giorno in cui il 25enne afroamericano e’ stato arrestato, caricato su una camionetta della Polizia e mezz’ora dopo trasportato in ospedale, dove e’ morto una settimana dopo. Mentre il dipartimento di Giustizia apre un’inchiesta. «Fare chiarezza», e’ questo l’unico possibile punto di svolta secondo molti oggi a Baltimora: «Può accadere di nuovo se non si fa chiarezza su quello che è successo a Freddie Gray», dice all’ANSA Zakee, uno dei volontari nei pressi dell’emporio devastato nei disordini lunedì. Si guarda intorno, come a constatare che si’, oggi all’intersezione simbolo degli scontri, tra Pennsylvania Avenue e West North Avenue, resta un presidio della Polizia ma il cordone e’ sciolto, la strada e’ tornata percorribile, sono tornati a circolare gli autobus e perfino i taxi. Ma che resta sottopelle quella frustrazione che ha fatto divampare le fiamme della rabbia. «Bisogna fare in modo che non accada più. Ma non solo a Baltimora, anche in altre città del Paese», gli fa eco la collega Sajwettn. E la parola chiave per molti in questo processo è «responsabilità»: ne sono convinti Terence, Draquin e Earnest, anche loro volontari. «È uno sforzo collettivo», sottolineano, «bisogna colmare la distanza tra la Polizia e la comunita»’. Ma prima, Baltimora vuole sapere cosa e’ successo a Freddie Gray

Ti potrebbero interessare anche:

Lei lo denuncia per stalking,lui si impicca davanti casa sua
Blackberry tratta matrimonio con Cisco e Google
Muore dal dentista dopo l'anestesia, avviata un'inchiesta
AGON/ La tv albanese prova a invadere l'Italia. Programmi fotocopia: Ferilli, Pupo e altre star
SAN GIOVANNI ADDOLORATA/ MEDIAZIONE LINGUISTICO-CULTURALE PER MIGRANTI
Giornata dell’ Europa: doppio evento alla LUMSA



wordpress stat