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A Pagano Sabino l’antico rito delle noci

Il rito del “Kalènnemàju” e la Sagra dei Vertuti: così, da 25 anni a questa parte, Paganico Sabino festeggia dal 1° al 3 maggio. L’appuntamento torna puntuale anche quest’anno nel caratteristico paese della Valle del Turano, con il ritorno alla vita e la rinascita a rappresentare l’allegoria del Calendimaggio: a partire dalle 11.30, rigorosamente digiuni, gli abitanti del posto immergeranno tre ghiere di noci in un bicchiere colmo di vino pronunciando “San Félìppu e Jàku, faccio a Kalènnemàju, se mòro affonno, se nò ritorno”; se le noci resteranno a galla, quella in arrivo sarà un’ottima stagione per il raccolto: d’altronde per tanti secoli questo era il rito attraverso il quale i contadini della provincia di Rieti si mettevano alle spalle il rigido inverno, offrendo a Madre Natura i loro auspici per la fecondità della terra.

Terminato il “Kalènnemàju” la festa si sposterà in tavola con la Sagra dei Vertuti, una zuppa di legumi e cereali (fagioli, ceci, fave, grano, granturco) aromatizzata con foglioline di timo selvatico e condita con l’olio d’oliva della Sabina, da gustare insieme a maccheroni al pomodoro, salsicce, bruschette e al vino all’interno del centro diurno coperto da grandi tensostrutture. Nel corso della giornata sarà inoltre possibile visitare la Mostra di arredi sacri e attrezzi della civiltà contadina, curiosare fra gli stand dei prodotti tipici che riempiranno il centro storico e assistere agli spettacoli musicali dal vivo, mentre per i più piccoli è in programma la terza edizione del torneo di calcetto “Kalènnemàju 2015” in collaborazione con l’Associazione popolare “Liberi di giocare”.

Per chi volesse invece approfondire la conoscenza di Paganico Sabino e del suo territorio, il borgo antico è dominato dalla chiesa di Santa Maria dell’Annunciazione, mentre meritano una visita anche la parrocchiale San Nicola e la chiesa di San Giovanni Battista. Nel territorio di Paganico Sabino, oltre allo splendido lago dei Turano, sorge la suggestiva “Pietra Scritta”, monumento funerario della famiglia dei Muttini risalente alla seconda metà del I secolo a.C.
La festa prosegue anche il 2 e 3 maggio con un ricco programma. 2 Maggio “pizza in piazza” con musica di Ilario. Il 3 maggio “passeggiata a Collegiove con salsicce alla brace e vino”, il ritorno è a Paganico Sabino. Info 3408505381

A cura di Fuoriporta

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