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Il premier chiude la festa dell’Unità, tensione sicurezza

Per la seconda volta Matteo Renzi concluderà una festa nazionale dell’Unità e per la seconda volta lo farà a Bologna. Se nello scorso settembre, al Parco Nord, il suo intervento fu una passerella con al suo fianco molti leader socialisti europei, stavolta, al parco della Montagnola, nel centro della città, la vigilia è caratterizzata da tensioni e preoccupazioni: il clima dentro il Pd è pesante e la festa, organizzata per il 70/o anniversario della Liberazione e della prima festa dell’Unità, ne ha risentito eccome. Renzi, da segretario del partito, domani parlerà anche del travagliato dibattito che sta accompagnando l’approvazione dell’Italicum alla Camera. Ma a preoccupare gli organizzatori sono soprattutto le contestazioni. Anche alla luce di quello che è successo ieri e della particolarità del luogo dove si svolge la festa (è un parco cittadino, accessibile da molti ingressi), la Questura di Bologna ha organizzato un dispositivo di sicurezza di altissimo livello. I fronti di contestazione previsti sono almeno tre: l’universo antagonista si darà appuntamento nella vicina piazza XX settembre e da lì cercherà di entrare nel parco. Su di loro sarà massima l’attenzione delle forze di polizia. Nella piazza di fronte al parco, invece, il Cobas ha chiamato a raccolta precari della scuola, studenti e insegnanti, gli stessi che nei giorni scorsi portarono all’annullamento del dibattito con il ministro dell’istruzione Stefania Giannini. Anche domani proveranno a disturbare il discorso di Renzi armati di pentole e cucchiai. C’è poi il terzo fronte, quello meno preoccupante dal punto di vista dell’ordine pubblico, ma che crea le maggiori tensioni sul versante politico, ovvero quello degli iscritti al Pd che avversano la linea di Renzi e che potrebbero cogliere l’occasione per far sentire il loro dissenso, approfittando di una non comune ribalta mediatica. D’altronde questa festa dell’Unità non ha certo contribuito a rasserenare il clima: una larga fetta della base non ha perdonato agli organizzatori il mancato invito agli esponenti della minoranza del partito, in particolare all’ex segretario Pierluigi Bersani che alle feste dell’Unità emiliane è sempre stato di casa. L’appuntamento è per le 16, quando Renzi arriverà a Bologna da Modena, dove visiterà la casa museo di Luciano Pavarotti. A quell’ora i contestatori, più o meno pacifici, più o meno rumorosi, avranno già preso posto.

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