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MILAN/ A mr Bee la minoranza, Berlusconi resta al comando

Il botto non c’è stato: il Milan non è stato ceduto e Berlusconi resta in sella alla sua creatura più amata. Per ora, il broker thailandese Bee Taechaubol si deve accontentare di una quota di minoranza. Può essere un inizio. Tuttavia, il business man venuto dall’Oriente per chiudere in fretta l’affare che porta dritto al Milan, rientra in patria con una sola certezza: quella di avere un’esclusiva a trattare per una quota di minoranza. La giornata dell«apocalissè si è risolta con un patto e una stretta di mano per sancire l’apertura a un nuovo socio. Ogni accordo è ancora da definire. A fare chiarezza è la Fininvest che interviene con una nota ufficiale per riportare ordine dopo ore di incertezza e di ipotesi. »La collaborazione proposta ancora da definire in molti punti – si legge – prevede l’acquisizione da parte di una cordata finanziaria di una quota di minoranza e che il controllo del club rimanga saldamente nelle mani di Silvio Berlusconi e della Fininvest«. Dopo un paio d’ore arrivano le parole – perfettamente combacianti – del futuro socio di minoranza: »Adesso abbiamo un negoziato esclusivo con Fininvest per acquisire una quota del Milan. Una volta concluso l’accordo ci rimboccheremo le maniche e inizieremo a lavorare«. La spedizione italiana di Taechaubol è alle battute finali: con Berlusconi si sentirà prossimamente. Nel frattempo, saranno limate clausole e affinate pratiche per spianare la strada all’ingresso di Mister Bee. Il tailandese certamente puntava più in alto e, tra una passeggiata e un selfie con lo sfondo della Madonnina, di certo accarezzava e coltivava l’idea di poter fare il grande annuncio. Berlusconi ancora una volta sorprende tutti: vuole mantenere il 51% e la carica di presidente. Questa è la realtà fotografata oggi, nel futuro gli equilibri potrebbero cambiare e volgere anche in favore dell»amicò tailandese che potrebbe scalare il Milan a poco a poco. Una svolta che forse travolgerebbe un’intera dirigenza e che preoccupa fortemente Berlusconi. Galliani e Barbara per lui non sono in discussione. Taechaubol – che non è ancora socio di minoranza – sembra già pensare all’organigramma del futuro. Taechaubol si mostra soddisfatto e sorridente, al fianco di Berlusconi. Ringrazia e resta in attesa della fatidica firma che cambierà in parte il volto del Milan. Il club rossonero si apre al mondo asiatico, senza però perdere l’impronta storica del suo creativo e imprevedibile presidente. Per chiudere l’era Berlusconi però serve altro tempo: del resto, trenta anni non finiscono in un giorno.

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