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EXPO/ Maroni contro Alfano, andava sospeso Schengen

Non si abbassano le polemiche sulla gestione della piazza di Milano dopo le devastazioni compiute dagli anarchici nel giorno dell’inaugurazione dell’Expo e ancora una volta è il ministro dell’Interno Angelino Alfano il destinatario delle critiche. Dopo la richiesta di dimissioni da parte di Lega e M5s, è il governatore della Lombardia Roberto Maroni – che sulla poltrona più importante del Viminale è stato seduto per cinque anni – ad accusare l’attuale ministro di non aver sospeso il trattato di Schengen. Spalleggiato da Matteo Salvini. «Hanno detto che a Milano poteva andare peggio? – dice il leader della Lega – Certo, potevano dare fuoco al Duomo. I delinquenti no expo potevano essere fermati oltre confine». «Se fossi stato io ministro dell’ Interno al posto di Alfano – afferma Maroni – avrei fatto tre cose: avrei sospeso l’area Schengen 15 giorni fa per evitare gli arrivi di persone che vengono in manifestazione solo a spaccare le teste e le vetrine, poi avrei imposto una cauzione, una fideiussione come è stato fatto per la Lega a Roma e avrei evitato di fare entrare il corteo in centro. Avrei mandato i manifestanti in qualche campo di periferia sapendo che sono dei violenti». Parole al quale Alfano replica con ironia. «Chiudere Schengen mentre aspettiamo i visitatori dell’Expo? Geniale! Complimenti!». E aggiunge: «Maroni al posto mio avrebbe sospeso Schengen? Peccato che quando Maroni era al posto di Maroni, il 15 ottobre del 2011, ha fatto devastare il centro di Roma senza sospendere Schengen». Ecco perché, aggiunge, Maroni «mi ricorda tanto una strofa di De Andrè: ‘Dà buoni consigli, non potendo più dare il cattivo esempio’.» «Sospendere Schengen non significa bloccare i visitatori ma solo i delinquenti, e Alfano lo sa – controreplica il governatore – Sono davvero sorpreso dalle dichiarazioni del ministro, che mi pare denotino una certa coda di paglia. Le mie non erano critiche ma solo un suggerimento». Con Alfano si schiera compatta Ap. «Maroni è certamente più abile e più intelligente di Salvini – sottolinea Cicchitto – tuttavia ha dimenticato o rimosso quello che successe a Roma nel 2011 quando egli era ministro degli Interni. Sulla base delle sue parole si potrebbe dire che Maroni oggi predica bene e ieri ha razzolato male». Al governatore, aggiunge il portavoce di Ncd Valentina Castaldini, ricordiamo che l’Italia ha sospeso il trattato di Schengen nel luglio 2001, durante il G8 di Genova. La misura fu, comunque, inefficace. Infatti, come tutti ricordiamo la città fu messa lo stesso a ferro e fuoco«. Anche il Pd fa quadrato attorno al ministro. »Sorprende sentire una persona che ha fatto il ministro degli Interni e che dovrebbe sapere di cosa parla – afferma il capogruppo Pd in Commissione Antimafia, Franco Mirabelli – spiegare, sempre ex post, che bisognava sospendere Schengen (cosa evidentemente impossibile) o che le manifestazioni vanno autorizzate solo in periferia (perché tanto lì son già messi male)«.

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