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Grecia, proseguono le trattative. Prime convergenze

Si registrano «progressi, ma sono ancora molte le questioni da risolvere» nella nuova maratona negoziale tra il Brussels Group (Bce, Commissione Ue e Fmi) e Atene. Fonti europee parlano di una discussione «costruttiva» che «dovrebbe essere estesa alla giornata di domani». Ma è troppo presto per dire se si riuscirà a raggiungere un accordo sul pacchetto di riforme necessario per sbloccare aiuti finanziari vitali per Atene (7,2 miliardi di euro) e garantire il futuro del Paese nell’eurozona. «Su alcuni punti c’è convergenza, mentre si continua a lavorare su altri», spiegano le stesse fonti. Secondo il Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung i negoziatori di Atene e gli eredi della Troika si sono incontrati «su una questione importante». Il governo ellenico sembra essere pronto a ridurre tre diverse aliquote Iva riportandole a una. Il governo Tsipras in passato si era opposto per le ricadute sulle fasce più deboli della popolazione. Attualmente il tasso più alto è del 23%. Il 13% viene applicato a cibo, servizi sociali e ospedalieri, trasporto pubblico, acqua e elettricità; mentre su libri, alberghi, e biglietti di teatro, si applica il 6,5%. Le aliquote sono più basse di un terzo in quattro isole delle vacanze. Resta però una «linea rossa» della Grecia su temi come il salario minimo, taglio delle pensioni, e politica fiscale anche se il portavoce del governo Gavriil Sakellaridis si dice ancora fiducioso sulla possibilità di raggiungere un accordo a livello di staff da sottoporre ai ministri delle Finanze dell’Eurozona. Il quotidiano greco Ekathimerini spiega che il premier Tsipras vorrebbe arrivare ad un’intesa nelle prossime ore e ad un Eurogruppo di emergenza, prima del 6 maggio, quando il board della Banca centrale europea si riunirà per decidere anche sulla liquidità alle banche greche. Mentre Bloomberg ricorda che Atene dovrà pagare già il 6 maggio, circa 200 milioni di euro al Fondo monetario. Ma la vera data chiave è il 12 maggio, quando la Grecia dovrà rimborsare 0,7 miliardi al Fmi. Senza aiuti Atene andrebbe automaticamente in default. E per questo motivo l’Eurogruppo già previsto per l’11 maggio, rappresenta uno snodo centrale. In Germania il leader dei liberali (Fdp) Christian Lindner, in un’intervista in esclusiva a Huffington Post, avverte: il «pericolo più grande» non è la Grexit, ma che Atene «resti dietro false condizioni», mentre il ministro delle Finanze greco Yannis Varoufakis afferma che il Paese ce la potrebbe fare senza altri aiuti a patto «di un’importante ristrutturazione del debito». Intanto il numero uno del parlamento greco Zoe Konstantopoulou definisce la dichiarazione del presidente tedesco Joachim Gauck sulle riparazioni dei danni di guerra «storica», e il capogruppo dei Verdi al Bundestag Anton Hofreiter appoggia la proposta di Gauck. Il governo di Berlino, che fino ad oggi ha parlato di capitolo chiuso, «deve affrontare il dibattito». Ma per il segretario generale della Csu bavarese Andreas Scheuer non c’è più niente di cui parlare: «il dibattito distrae i greci dal loro compito reale: fare proposte concrete di riforme». Sulla stessa lunghezza d’onda il vice presidente del Bundestag Johannes Singhammer.

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