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L’Atalanta frena la Lazio, il secondo posto torna in discussione

La Lazio rallenta la sua corsa al secondo posto e si fa superare dalla Roma, l’Atalanta compie un altro passo verso la salvezza, sempre più vicina. Pioli si fa imporre l’1-1 dall’ex tecnico biancoceleste Edy Reja, che sfrutta benissimo il fatto di conoscere a memoria i suoi ex giocatori. Il tecnico nerazzurro imbriglia la Lazio per almeno un’ora di gioco, togliendole la lucidità con un pressing organizzato e asfissiante. È la dura legge dell’ex, visto che oltretutto il gol dello svantaggio arriva per opera di Biava. I biancocelesti riescono a risalire la china con un gran gol di Parolo solo quando l’Atalanta, sfiancata, rallenta un pò. Pioli paga, però, oltremodo l’assenza di Klose: Keita fa vedere numeri splendidi, ma alla lunga si rivela poco concreto nel ruolo di centravanti. Scelta del resto obbligata, quella di Pioli, visto che il tedesco era squalificato. Convince poco anche il trio Candreva-Mauri-Anderson: il capitano finisce sostituito, gli altri due regalano qualche acuto solo nel finale. Merito appunto del vecchio maestro Reja, che disegna un 4-5-1 modellato sullo schieramento avversario: dentro Migliaccio a rinforzare la mediana, D’Alessandro è la sorpresa sulla destra. Keita si fa notare con cinque minuti devastanti. Prima impegna Sportiello con una botta centrale, poi va giù a contatto con Masiello. L’arbitro Orsato fa proseguire, mentre il difensore atalantino rimprovera la simulazione al giovane attaccante. Keita però è scatenato: sinistro a giro e palo pieno. Sull’altro fronte è il velocissimo D’Alessandro a seminare scompiglio. Al 13′ conquista un angolo: testa di Migliaccio e gran tuffo di Marchetti. Il portiere si ripete poco dopo, alzando la deviazione di Biava. La Lazio soffre, perchè l’Atalanta aggredisce il centrocampo e non le dà il tempo di ragionare. Visto che centralmente non si passa, la squadra di Pioli prova a sfondare a destra con Basta. Ma l’Atalanta si difende anche in undici, se serve: Pinilla si esibisce nell’ormai tipica rovesciata, stavolta però per liberare la sua area. Al 32′ altro guizzo di Keita, Sportiello intercetta d’istinto il suo tiro ravvicinato. Il collega Marchetti si esalta a sua volta 10 minuti dopo, allungandosi come un elastico sul rasoterra di Gomez. L’Atalanta inizia senza timori anche la ripresa, mettendo nuovamente in imbarazzo i biancocelesti. Al 3′ Gomez fa partire un destro terrificante che fa tremare il palo. Marchetti tocca sul rimbalzo e mette in angolo. Sulla battuta irrompe da dietro Biava, che di testa firma il classico gol dell’ex, con la difesa laziale ferma a guardare. La squadra di Pioli accusa il colpo e non riesce a imbastire una reazione credibile. Keita resta il più vivace, ma è anche troppo impreciso: al 14′ arriva di nuovo davanti a Sportiello ma non riesce ad angolare il tocco in anticipo. Poi l’attaccante, liberissimo, spreca la più clamorosa delle palle gol 5 minuti dopo, mettendo fuori di testa il comodo cross di Basta. Pioli si gioca le carte Djordjevic e Braafheid, Reja risponde con Bianchi e Zappacosta. La Lazio aumenta la pressione, Candreva spara fuori di destro su assist di Anderson. Il ritmo cala ed emerge la maggior classe degli ospiti. Il pareggio arriva al 32′ con una spettacolare mezza rovesciata di Parolo su calcio d’angolo di Candreva. La Lazio nota la flessione atalantina e prova ad affondare il colpo, ma le energie sono quelle che sono e non bastano per abbattere la muraglia bergamasca.

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