| categoria: Roma e Lazio

Corte dei Conti indaga sulle opere incompiute all’ Eur, “Un danno per Roma”

Non solo la Nuvola di Massimiliano Fuksas. La corte dei Conti accende di nuovo i suoi fari sull’Eur: la procura indaga sui possibili danni causati al pubblico erario dal ritardo dei lavori per la realizzazione del nuovo Luneur e i danni d’immagine e da disservizio causati ai cittadini dalle travagliate vicende che hanno interessato l’area dell’ex Velodromo e l’acquario in costruzione sotto il laghetto dell’Eur. I tre fascicoli sono stati affidati al vice procuratore regionale Ugo Montella. Si parte dal luna park e dal suo simbolo, la ruota panoramica. In questo caso sono due i filoni su cui è al lavoro la Corte dei conti. I lavori di ripristino dell’area sono iniziati solo nell’agosto del 2013, mentre il contratto tra Eur Spa e Luneur Park Spa è stato stipulato l’11 febbraio 2008. Il risultato è una lunga fase di stallo durante la quale il parco è stato chiuso e, come scrivono i magistrati della sezione di controllo degli Enti nell’ultima relazione sull’ente Eur, “l’area è diventata sempre più fatiscente, le attrazioni ancora più obsolete e il servizio ricreativo è stato sospeso, con evidente frustrazione dell’interesse pubblico”.

Una fotografia impietosa, a cui si devono sommare 700 mila euro di mancati introiti per la società presieduta da Pierluigi Borghini: “Eur Spa – si legge nel dossier – ha incassato un canone dimezzato rispetto a quanto pattuito nel contratto”. Seconda fermata: ex Velodromo olimpico. Era il 24 luglio del 2008 e la struttura veniva imbottita di tritolo e fatta esplodere. Un’operazione che ha sollevato una pericolosa quantità di polvere d’amianto e un mare di polemiche, tra esposti e rinvii a giudizio per disastro colposo. Mettendo in secondo piano le vicende penali, la destinazione dell’area ad oggi è ancora oscura. La corte dei Conti scrive che “il nuovo progetto urbanistico (la realizzazione di un centro polifunzionale sportivo e di cubature residenziali e commerciali, ndr) proposto al Comune non ha avuto ancora alcun esito”. Si fa largo, allora, l’ultima proposta di Borghini: trasformare l’area nel “lago dei cigni”, in collaborazione con il Coni. Ma i residenti temono un nuovo buco nell’acqua. Se così fosse, aumenterebbe il danno subito dai cittadini: per la procura contabile, infatti, il tira e molla sull’ex velodromo ha causato un forte danno all’immagine di Roma.

Terza e ultima opera, Mediterraneum. Con le sue trenta vasche riempite con un milione di litri d’acqua e i suoi 5 mila esemplari appartenenti a oltre 100 diverse specie, sarà tra gli acquari più imponenti d’Europa. Anche in questo caso si parla al futuro: i lavori, infatti, per la procura contabile sarebbero andati troppo a rilento. Il cantiere dell’acquario

dovrebbe essere ultimato entro giugno e la società realizzatrice, la Mare Nostrum, si è impegnata a corrispondere tutti i canoni che l’Eur Spa avrebbe dovuto percepire già dall’estate 2011 con un accordo integrativo. In altre parole, per la corte dei Conti, la cittadinanza sarebbe stata privata troppo a lungo di parte della passeggiata del Giappone. Un danno d’immagine e da disservizio che dovrebbe essere quantificato nei prossimi mesi.

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