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L’Italicum è legge. Boschi festeggia, Bersani se ne va

L’Italicum, già approvato dal Senato il 27 gennaio, è legge con 334 voti a favore, 4 astenuti, 61 contrari. Il via libera è arrivato nel tardo pomeriggio, alle 18.20. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno formalizzato la richiesta di voto segreto e confermato la scelta dell’Aventino lasciando l’Aula della Camera pochi minuti prima del voto finale.
M5S, FI, Lega e Fdi sono usciti in Transatlantico, durante la dichiarazione di voto del vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini. Al proprio posto sono restati poco meno di dieci i deputati del partito di Berlusconi e tutti i deputati di Sel. Oltre ai 60 voti contrari (i no sono stati 61 ma 1 è Saverio Romano di Fi), espressi nelle fila della maggioranza, nel Pd, a quanto emerge dai tabulati, alcuni esponenti hanno deciso di astenersi e altri della minoranza non hanno partecipato al voto. Si sono astenuti Marilena Fabbri, che era scoppiata in lacrime dopo aver votato la fiducia, Antonella Incerti e Donata Lenzi. Non hanno invece partecipato al voto i due prodiani Sandra Zampa e Franco Monaco e i bersaniani Michela Marzano, Giacomo Portas, Davide Zoggia.

Il presidente del Consiglio ha subito commentato il voto su Twitter. “Impegno mantenuto, promessa rispettata. L’italia ha bisogno di chi non dice sempre no. Avanti, con umiltà e coraggio. È #Lavoltabuona”, ha scritto Matteo Renzi. Su Twitter esulta anche il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi. “Ci hanno detto ‘non ce la farete mai’. Si erano sbagliati, ce l’abbiamo fatta! coraggio italia, è #lavoltabuona”.
A dire ‘no’ sono stati 61 deputati. La minoranza Pd ha scelto di dire no al “Porcellum con le ali”. “Resterò in aula e voterò no” aveva annunciato Pippo Civati, della minoranza Pd, anche i deputati del Pd Marco Meloni, Enzo Lattuca e Stefano Fassina hanno dichiarato che avrebbero votato contro. Italicum e revisione del Senato sono “un cambiamento regressivo, come lo è stato l’intervento sul lavoro e rischia di esserlo l’intervento sulla scuola” ha detto Fassina prima del voto. La scelta di Fi ha provocato forti tensioni in Transatlantico dove il dibattito tra i sostenitori dell’Aventino e i ‘verdiniani’ è stato particolarmente acceso: “Perché dobbiamo fare gli estremisti?”, aveva chiesto uno dei ‘verdiniani’ contestando la scelta di lasciare l’aula. Fibrillazioni c’erano state anche all’interno della minoranza dem. Interpellata, Rosy Bindi aveva dichiarato: “Se le opposizioni usciranno dall’aula, io voterò no. Se invece restano, allora esco io”.
“Il dissenso è stato abbastanza ampio. Ora cosa fatta capo A…ma il dato politico sia sull’approvazione della legge sia sulle dimensioni del dissenso è non poco rilevante”, ha commentato subito dopo il voto l’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani
L’Italicum entrerà in vigore dal luglio 2016, premio di maggioranza alla lista che supera il 40% dei voti, o ballottaggio tra i due partiti più votati se nessuno supera quella soglia, sbarramento al 3% e capilista bloccati. Stamani il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva detto nel palazzo della Borsa di Milano, davanti agli imprenditori delle società quotate: “La legge elettorale che questa sera io credo e spero sarà approvata dal Parlamento” porta “grande chiarezza: per cinque anni sarà chiaro il governo, chi vince”. Il premier aveva anche parlato di una riforma che introduce “un sistema nel quale il nostro Paese potrà finalmente essere punto di riferimento per la stabilità politica”, spiegando come questa sia “precondizione” per lo sviluppo economico. “Stiamo dando corso e concretizzazione alle riforme dopo decenni di parole in libertà – aveva proseguito il premier -. Questa prima parte di riforme è molto corposa ma anche doverosa. E’ l’abc delle regole. Stiamo facendo la legge elettorale per dire che quello che arriva prima vince le elezioni. Non sono cose particolarmente geniali”.

Il primo ad annunciare l’Aventino era stato il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta: “Nessuna delle opposizioni – aveva sottolineato in tarda mattinata – parteciperà al voto finale” per poi aggiungere dopo il risultato: “Vittoria di Pirro quella di Renzi e del governo. Con questi voti al Senato la riforma costituzionale non passerà mai e se non passa questa riforma della legge elettorale è incostituzionale”. L’ex ministro ha sottolineanto anche come gli azzurri siano stati “uniti e coesi”. Ma, ha aggiunto, “promuoveremo un referendum abrogativo”, “al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiediamo di riflettere prima di firmare questa legge”.

Stessa cosa proposta dai 5Stelle. “Noi da cittadini chiediamo di non firmare quella legge che porta con se principi di incostituzionalità che portava il porcellum”, ha detto Danilo Toninelli, deputato M5s, in dichiarazione di voto alla Camera, “questi cittadini le stanno chiedendo coraggio. E’ una scelta molto coraggiosa, ma che serve per il bene del Paese e per la

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