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Un piano in tre mosse per salvare Venezia. Che farà Renzi?

Un piano in tre mosse per salvare Venezia dal default. Il premier Renzi sul palco l’ha appena accennato. Ma prima del suo intervento, nel backstage del Toniolo, ha avuto trequarti d’ora di serrato colloquio con il candidato sindaco Felice Casson e con i segretari del Pd Emanuele Rosteghin e Marco Stradiotto. «Il governo salverà Venezia, ma Venezia dovrà fare la sua parte». Più o meno questa la sintesi finale. La strada c’è, e Renzi ha preso nota della «lista della spesa» che gli ha presentato Casson. Rinviando la prima riunione operativa sul progetto Venezia al giorno dopo l’elezione del sindaco.
“Ha ascoltato con molto interesse», dice Casson, «del resto la situazione veneziana gli è ben presente. Ci eravamo parlati a lungo anche all’indomani della vittoria alle primarie. Dei problemi tecnici riparleremo in dettaglio tra un mese, dopo le elezioni». Primo punto, il bilancio. Un anno di commissario non ha migliorato la situazione, anzi. Colpa di un meccanismo che soffoca i comuni, e in particolare Venezia. Casson ricorda come a pesare sul Patto e dunque sulle penalità che Venezia subisce siano finanziamenti «virtuali» come quelli della Legge Speciale, che in laguna non arrivano più, gli incassi del Casinò che non sono più ai livelli degli anni scorsi. E addirittura i fondi per i trasporti, che la Regione versa al Comune che a sua volta li gira ad Actv. Per eliminare questi meccanismi, dice Casson, «non servono nuove leggi, basta un decreto del governo. E Renzi si è impegnato a farlo». Patto di Stabilità ma anche Legge Speciale. Il testo di nuova legge, presentato proprio dal senatore Casson, è in discussione al Senato. Prevede una nuova autonomia della città anche dal punto di vista della ricerca delle risorse finanziarie.
«La città non chiede l’elemosina», ha ripetuto al premier il candidato sindaco, «ma la possibilità di potersi rialzare e camminare con le sue gambe». Lavoro e nuove occasioni di sviluppo possono venire anche da Marghera. «Nelle aree dismesse di Marghera», ha detto Casson, «si può insediare un nuovo Punto Franco, potrebbe creare nuove risorse economiche e accelerare le bonifiche». Anche sulle grandi navi Renzi si è impegnato a «convocare una riunione con Casson all’indomani della sua vittoria». Soddisfatto anche Rosteghin, giovane segretario comunale del Pd. «Matteo ha incontrato una delegazione di lavoratori comunali e preso atto della drammatica situazione in cui versa il nostro Comune», dice, «ci ha ascoltato e assicurato che il governo non ci lascerà soli. Venezia è stata declassata in questo anno commissariale, adesso deve rialzarsi e tornare la capitale del Nord Est». Un’iniezione di fiducia che ha dato la carica al partito, ricompattato sotto le insegne renziane nonostante gli attriti fra le correnti ancora in corso a Roma sulla riforma elettorale. Ma in laguna il Pd è schierato compatto per Casson e per la Moretti in Regione. Già oggi riunione operativa in via Cecchini per dare il via alla campagna elettorale. 28 giorni in cui si decideranno le sorti della città.

“La campagna elettorale, un momento eccezionale”
Il primo ministro Matteo Renzi assieme a Felice Casson e Alessandra Moretti parla della voglia di “buona politica” e critica i risultati ottenuti dai “governi tecnici” (video agenzia Candussi) Leggi l’articolo

«Ma vincere le elezioni non basta», frena Rosteghin, «se la situazione di bilancio non viene modificata. Sarebbe il massimo se vincessimo e poi arrivasse un nuovo commissario per l’impossibilità di gestire il Comune. Proprio questo abbiamo chiesto a Renzi, e il premier ci ha ascoltato con grande attenzione, ha capito». Un’attenzione che, ricorda Casson, si era già vista in modo concreto quando il ministro della Difesa Roberta Pinotti aveva garantito al candidato sindaco del centrosinistra la disponibilità a cedere gratuitamente al Comune le aree demaniali oggi occupate dai militari in laguna. Le isole di Sant’Andrea, Idroscalo e Vignole. Luoghi destinati a diventare il parco diffuso della laguna, con un progetto già presentato e nuovi possibili posti di lavoro. Una lista da aggiornare il primo giugno.

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