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ELEZIONI/ Al via domani in Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta

Il primo «assaggio» delle elezioni di primavera 2015 si avrà già domani, quando si voterà per le comunali in Valle d’Aosta e in Trentino-Alto Adige. In Trentino Alto Adige l’ orario delle votazioni sarà ridotto di un’ora e lo scrutinio partirà subito, nella notte. Le votazioni saranno infatti aperte dalle 7 alle 21, poi subito lo spoglio. Ad andare al voto saranno 141 comuni in Trentino e 109 in Alto Adige, tra cui Trento e Bolzano, per eleggere sindaci e consigli comunali. Gli elettori in Trentino sono 361.581: 175.967 maschi e 185.614 femmine. In Alto Adige gli elettori sono 381.033: 187.121 maschi e 193.912 femmine. In Valle d’Aosta si voterà dalle ore 7 alle ore 23 in 68 comuni della Regione tra i quali Aosta. Le regioni Friuli Venezia Giulia e Sardegna, a statuto speciale, si conformeranno alle altre: si voterà il 31 maggio, con eventuale turno di ballottaggio il 14 giugno, mentre in Sicilia si vota sia il 31 maggio che il 1ø giugno. Con l’election day del 31 maggio andranno alle urne complessivamente 1.063 Comuni, di cui 513 appartenenti a Regioni ordinarie e 550 a regioni a statuto speciale. Diciassette le città capoluogo di provincia: Venezia, Andria, Trani, Arezzo, Matera, Agrigento, Fermo, Chieti, Rovigo, Mantova, Lecco, Macerata, Nuoro, Vibo Valentia, Enna, Tempio Pausania e Sanluri. Nello stesso giorno si voterà – dalle ore 7 alle 23 – per il rinnovo dei Consigli di 7 Regioni e per eleggere il nuovo presidente in Liguria, Veneto, Puglia, Marche, Toscana, Umbria, Campania. Sono previste tariffe speciali su treni, aerei e traghetti per i cittadini che si dovranno spostare per raggiungere la sede del proprio seggio in occasione delle prossime elezioni comunali e regionali. I passeggeri dovranno essere in possesso della Tessera elettorale, che nel viaggio di ritorno dovrà avere il timbro che certifica l’avvenuta votazione. Complessivamente andranno alle urne quasi 23 milioni di persone in 27.411 sezioni elettorali: circa 6 milioni sono gli elettori per le comunali, poco più di 19 milioni per le regionali. Per le regionali, i sistemi elettorali hanno leggere diversità da Regione a Regione, ma in tutti i casi prevedono il turno unico con premio di maggioranza assegnato al candidato governatore che ottiene il maggior numero di voti. Il sistema elettorale dei Comuni con oltre 15mila abitanti, invece, e’ a doppio turno: prevede il ballottaggio tra i due candidati sindaci che ottengono il maggior numero di voti; a chi vince va il premio di maggioranza. Agli elettori andrà una sola scheda in caso di votazioni solo per la Regione o solo per il Comune di residenza. Due schede di colore diverso, invece, andranno agli elettori chiamati al rinnovo sia del governatore che del sindaco. In Regioni e Comuni è possibile esprimere, oltre al voto al candidato governatore o sindaco e alla lista, anche il voto di preferenza. Tutti i casi, si tratta di una doppia preferenza di genere, un candidato donna e uno uomo. Delle 7 Regioni al voto, 5 sono attualmente governate dal centrosinistra (Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Puglia) e 2 dal centrodestra (Veneto e Campania). Cinque su 7 sono i governatori ricandidati. Tre del centrosinistra: Enrico Rossi (Toscana), Catiuscia Marini (Umbria), Gianmario Spacca (Marche), che pero’ si candida questa volta con Forza Italia anziche’ con il Pd. Due del centrodestra: Luca Zaia (Veneto) e Stefano Caldoro (Campania). Non sono ricandidati per scadenza del secondo mandato, invece, i governatori uscenti di Liguria (Burlando, per il centrosinistra corre Raffaella Paita) e Puglia (Vendola, per il centrosinistra corre Michele Emiliano). Il comune di Venezia e’ retto al momento da un commissario, dopo le dimissioni del sindaco Giorgio Orsoni (Pd), coinvolto nell’inchiesta sul Mose.

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