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Torrenova, Barillari (M5S), quella casa della salute è una scatola vuota

«Ieri ho visitato la casa della salute di Torrenova insieme ai consiglieri M5S del VI municipio Fabio Tranchina e Veronica Mammì. Abbiamo deciso di andare nella settima casa della salute inaugurata da Zingaretti, con la solita cornice di foto e strette di mano a beneficio della stampa, perché mentre molti giornalisti hanno descritto il radioso futuro della struttura, nessuno ha pensato di andare a verificare, a riflettori spenti, la realtà dei fatti. Abbiamo trovato la solita scatola vuota e nella conversazione con i dirigenti è emerso che, anche a Torrenova, l’operazione che nei piani di Zingaretti dovrebbe risolvere i problemi sanitari del Lazio si è limitata ad una imbiancata di una vecchia struttura con la solita profusione di cartelli colorati che annunciano servizi inattivi e macchinari usati spostati da altre strutture. Per i cittadini, frastornati dalla ‘rivoluzione zingarettianà, cambia poco se la struttura si chiama poliambulatorio, ospedale o casa della salute, perché quello che conta sono i servizi erogati che per ora non ci sono, come non ci sono i ‘percorsi diagnostici terapeuticì, ragione d’essere del modello della casa della salute. Secondo i dirigenti il 1 giugno partirà il primo PDTA per i diabetici mentre per gli altri non si sa nulla, e la formazione degli operatori è ancora in corso. Ci hanno confermato che l’ordine era di correre per inaugurare la struttura, nulla importa se poi ci vorranno mesi o anni per attivare tutti i servizi. Abbiamo formalmente richiesto alla ASL la documentazione ma ancora non ci è arrivata, forse perché come nelle altre case della salute manca un business plan, una pianta organica, un crono programma attuativo, i regolamenti e le procedure interne. È un esperimento fatto sulla pelle dei cittadini, con un costo stimato di 40 milioni di euro che potevano essere investiti per potenziare e rilanciare molti ospedali laziali abbandonati a se stessi, dove si muore in corsia nell’attesa di un posto letto e di assistenza. Noi, collaborando con operatori sanitari, comitati, associazioni e professionisti proponiamo da mesi una revisione completa del progetto ‘case della salutè che tenga conto di tutte le criticità emerse dalle altre esperienze regionali, abbiamo organizzato un convegno e preparato una proposta molto articolata, disponibile online su lazio5stelle.it , ma a Zingaretti non interessano le proposte, preferendo aprire vuote case della salute senza tener conto minimamente dei problemi dei cittadini, perché per lui esistono solo elettori da convincere che la sanità regionale sta cambiando, fortunatamente ci siamo noi a grattare la patina di brillantini che copre tutto ciò che Zingaretti dice di fare, per scoprire che sotto c’è sempre la stessa vecchia cartapesta, materiale utile per illudere, poco per rinforzare una sanità che va a picco tra cartelli colorati e inaugurazioni». Lo afferma in una nota Davide Barillari, consigliere del M5S Lazio.

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