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DIETRO I FATTI/ Quei rifugiati che scompaiono nelle campagne del Viterbese

I profughi eritrei arrivati nel viterbese sono spariti. Chi controlla?

La gestione degli immigrati che si rovesciano a centinaia, a migliaia sulle coste meridionali è un problema difficilissimo, la cerniera realizzata dalle forze dell’ordine, dal personale delle strutture di accoglienza e smistamento ha fin troppi buchi e la regia generale è approssimativa. Così le telecamere restano puntate sulle coste e sui barconi, sulla disperazione dei profughi e sulla abnegazione dei salvatori. Ma di ciò che avviene dietro le quinte, nelle retrovie, di quel che avviene dopo interessa poco all’opinione pubblica, salvo che a coloro che si trovano frotte di immigrati a vagare fuori dalla porta di casa. Il fenomeno è inquientante e non arriva sulle pagine dei quotidiani nazionali. Gli immigrati vengono raccolti e poi smistati secondo criteri di opportunità, ormai sono dovunque. Ma poi molti spariscono, senza soldi, senza documenti, in un territorio che non è ostile ma che certamente è sconosciuto. E di ventano invisibili. Prendiamo ad esempio una cronaca di provincia. Dal Viterbese, chiamato ad accogliere alcune decine di profughi. L’altro giorno una trentina sono arrivati a Canino, una quarantina di chilometri da Viterbo, lontani da tutto, autostrade, ferrovie, città. Ma nel giro di 24 ore metà di loro si era dileguato. palle 19,30 di mercoledì, ma nel primo pomeriggio di ieri, la metà di loro si era dileguato. Venivano da Ragusa ed erano ospitati nell’agriturismo ”Le Cascine”, dove alla fine di aprile erano arrivati altri dieci giovani immigrati originari di Senegal e Gambia. La struttura ne può ospitare una cinquantina. Secondo quanto si è appreso, gli addetti della società che ha affittato l’agriturismo per adibirlo, con l’assenso del mintero dell’Interno, a centro d’accoglienza per immigrati, si sarebbero accorti della scomparsa di quindici ospiti ieri con parecchie ore di ritardo. Poi l’allarme alla prefettura di Viterbo. L’agriturismo ”Le Cascine” si trova a cinque chilometri di distanza da Canino e nessuno dei quindici immigrati scomparsi, arrivati poche ore prima, poteva sapere quale strada percorrere per arrivarci, per di più attraverso le campagne. E’ quindi presumibile che stiano tentando di raggiungere Roma o qualche altra località dove potrebbero risiedere loro parenti o conoscenti. Il costo dell’ospitalità dei rifugiati è completamente a carico del ministero dell’Interno. Gli immigrati presenti, finora, non si erano quasi mai allontanati dal perimetro dell’agriturismo e, a detta degli operatori, tengono tutti un comportamento irreprensibile. Oltretutto, i circa 35-40 euro al giorno messi a disposizione dal ministero dell’Interno per ogni immigrato sono incassati da una società italiana che fa lavorare degli italiani. Agli immigrati vengono invece corrisposti 2,5 euro al giorno. E questo è il quadro. Il copione è il medesimo, in diverse altre situazioni. Una parte dei fuggiaschi viene facilmente intercettata, quasi sempre nei pressi di una stazione. Ma molti letteralmente “evaporano”. E la cosa non rassicura nessuno.

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