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Trent’anni fa il primo viaggio nel tempo con Ritorno al Futuro

Sono passati esattamente trent’anni quando Bob Zemeckis e Steven Spielberg decisero di far viaggiare i telespettatori amanti della fantascienza avanti e indietro nel tempo. Ritorno al Futuro ha rappresentato un cult per diverse generazioni ed ancora oggi, attraverso i vari passaggi televisivi, registra ascolti di tutto rispetto. La storia ruota intorno al diciassettenne Marty McFly (interpretato da Michael J. Fox) ed al suo amico scienziato “DOC” Emmett L. Brown (Christopher Lloyd). Quest’ultimo, desideroso di andare oltre i suoi anni e di assistere al progresso dell’umanità decide di investire tutto il suo patrimonio in un progetto unico, frutto della sua mente: viaggiare nel tempo. La realizzazione di questo sogno è racchiusa in una vettura, la mitica DeLorean, che grazie al “flusso canalizzatore” è in grado di spostarsi nel tempo una volta toccate le 88 miglia orarie (140 Km/h circa). Inizia così un viaggio nel passato (1955) che narra l’incontro dei genitori di Marty e la capacità di un giovane DOC di realizzare, con i mezzi dell’epoca, il sistema per far tornare il suo amico nuovamente nel 1985. Dopo il grande successo della prima pellicola, Zemeckis e Spielberg pensarono di creare una seconda storia, questa volta nel futuro e precisamente nel 2015 (per la prima metà del film, mentre per la seconda nuovamente nel 1955) ed infine una terza, nel 1990, che vede i nostri amici nel 1885 in pieno far west. Il filo conduttore della trilogia è sempre lo stesso: i personaggi sono antenati o eredi dei protagonisti del 1985, anno da cui ha origine il racconto. Quella di Ritorno al Futuro è stata una pellicola che fin dal suo esordio ha affascinato la fantasia degli spettatori al punto da diventare un’icona degli anni ’80 e aggiudicandosi il premio Oscar per il miglior Montaggio Sonoro nell’anno di uscita. Nel 2007 il film è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso negli Stati Uniti e nel 2010, in occasione del 25° anniversario venne trasmesso nelle sale cinematografiche italiane. Certo, fa un notevole effetto pensare a quegli anni e a come il 2015 veniva immaginato. Ognuno di noi calcolava il 2000 come l’anno del futuro e tanto Robert Zemeckis quanto Steven Spielberg si spinsero oltre la fatidica data andando quindici anni più avanti. Oggi, a distanza di trent’anni possiamo dire, prove alla mano, che regista e produttore hanno giocato un po’ troppo con la fantasia. Infatti non siamo ancora arrivati ad avere automobili volanti o cani con guinzagli radiocomandati o ancora forni a microonde che possono trasformare una pizza in miniatura in una per 4 persone. Sicuramente si sono fatti enormi passi avanti in termini di robotica, informatica e quant’altro ma la realtà presentata nel secondo episodio della serie è ancora in là da venire. Resta comunque la bravura e la genialità di questi due autori nel mettere insieme una storia così complessa al punto che per riuscire a seguire il filo conduttore non si può perdere neanche un passaggio della trilogia. Oggi gli attori che hanno dato vita ai personaggi della saga appaiono in diverse realtà televisive americane ripercorrendo i momenti vissuti durante la lavorazione del film e lo scorso 31 marzo Bob Iger, amministratore delegato della Disney, ha annunciato durante una riunione con gli azionisti, l’adozione di “quello che è considerato uno dei franchise più amati di tutti i tempi”. A questo annuncio sono seguite le note del celebre motivo della pellicola che hanno accompagnato l’ingresso di Bob Zemeckis accolto da interminabili applausi. Il regista ha confermato quanto detto dall’amministratore delegato e ha svelato la volontà di un nuovo progetto che vedrebbe il suo inizio dall’ultima scena di Ritorno al Futuro – parte III, ossia quella del famoso “treno del tempo”. Ha poi proseguito Zemeckis: “”Il nuovo inizio partirà proprio da questa scena. E la destinazione è una sola: Realtà alternative”. Subito dopo ecco apparire il co-protagonista della serie, Christopher Lloyd che dopo una standing ovation ha raccontato: “Doc è in viaggio in un mondo che non conosce, le realtà che non ha mai vissuto, i mondi che hanno preso direzioni diverse. Ed è qui che farà due incontri particolari e farà una scoperta in grado di cambiare per sempre tutte le realtà.” Nessuna rivelazione per il personaggio di Marty alias Michael J. Fox che purtroppo è stato colpito nel 1991 a soli trent’anni dal terribile morbo di Parkinson. La speranza e l’augurio di tutti gli appassionati è di rivedere l’attore, (oggi 54enne) indossare ancora una volta i panni di McFly per tornare a viaggiare nel tempo assieme al suo amico/scienziato. Se tutto andrà bene il Back to Another Future (questo il titolo originale) andrà nelle sale cinematografiche il 21 novembre 2020. Non avendo ancora una macchina del tempo per abbreviare i tempi (mi si consenta il gioco di parole), non ci rimane altro da fare che aspettare rinfrescandoci la mente con la visione dell’amata trilogia. Stefano Boeris

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