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Paura in Pakistan, giovani cristiane sfigurate con l’acido

Continuano le violenze contro la minoranza cristiana in Pakistan dove oggi una donna di 27 anni e una ragazza di 15 sono state vittime di un attacco con l’acido a Quetta, capoluogo della provincia del Baluchistan. Rimsha Masih e Hina erano nella zona di Kassi road quando un uomo a bordo di una motocicletta si è avvicinato, ha spruzzato sul loro viso dell’acido con una siringa e poi è scappato. Le due giovani si trovano ora nel reparto grandi ustionati di un ospedale cittadino. Una delle due vittime ha subito lesioni sul 30% del viso, mentre l’altra è stata interessata per il 15%. La famiglia delle vittime sospetta che l’autore dell’attacco sia un loro conoscente. Lo scorso anno sempre in Baluchistan erano state sfigurate cinque donne con del vetriolo. Nella provincia questo tipo di aggressione è spesso usata per ‘punire’ le giovani che si ribellano alle convenzioni familiari o che hanno respinto dei corteggiatori. Un mese fa un ragazzo cristiano di soli 14 anni era morto dopo essere stato arso vivo, a Lahore, nella provincia del Punjab, già teatro di un attentato suicida contro due chiese, in cui morirono 20 fedeli ed altri 78 rimasero feriti. Nauman Masih, orfano e apprendista sarto, era stato fermato da alcuni giovani diretti ad una moschea che prima di aggredirlo gli avevano chiesto la sua religione. Quando lui aveva risposto che era cristiano avevano cominciato a picchiarlo selvaggiamente. Quindi, una volta immobilizzato a terra, lo avevano cosparso di kerosene e gli avevano dato fuoco. Tre settimane prima, nel distretto di Sheikhupura della stessa provincia del Punjab, un altro ragazzo cristiano di 17 anni aveva rischiato di subire la stessa sorte di Nauman in un attacco a sfondo religioso. In quella occasione Sunny Masih, questo il suo nome, era stato sequestrato da una folla di musulmani, picchiato e gettato in una fornace. Ma, nonostante le gravi ustioni riportate, era sopravvissuto. Questa serie di episodi di violenza hanno riportato sotto i riflettori le dure condizioni di vita dei cristiani in Pakistan, che rappresentano meno del 3% della popolazione di 180 milioni di abitanti. E ciò mentre e’ ancora viva la memoria della coppia di cristiani, accusati di blasfemia e spinti da una folla inferocita di 400 persone all’inizio di novembre 2014 dentro una fornace nelle vicinanze di Lahore.

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