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Siria, l’Isis alle porte dell’antica città di Palmira: decapitati soldati

L’antica città siriana di Palmira, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco, rischia di finire vittima della furia devastatrice dei jihadisti dello stato islamico, come accaduto ai siti archelogici nel nord dell’Iraq. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con sede a Londra con una vasta rete di attivisti in tutta la Siria, che riferisce di “avanzata” degli uomini del califfato nei combattimenti presso la città storica con le forze del governo di Damasco.

“Dopo una fulminea avanzata nel deserto, dopo feroci combattimenti con le forze governative in cui sono morti 110 combattenti, i jihadisti ora sono a meno di due chilometri dalle rovine”, ha affermato il fondatore dell’ong, Rami Abdel Rahman: “Palmira è in pericolo”.

Da parte sua lo Stato islamico ha confermato l’avanzata dei suoi uomini, affermando che “la città di Nimrud”, questo è il nome in arabo di Palmira, “è ormai prossima ad essere conquistata”. Nel notiziario odierno del califfato che viene diffuso ogni giorno da Mosul, roccaforte dell’Is nel nord dell’Iraq, l’annunciatore ha affermato che i jihadisti “hanno conquistato il quartiere orientale” dell’antica città e che “la difesa aerea dello stato islamico ha abbattuto un mig” del regime siriano sopra la città.

Nella sua avanzata verso la città-oasi dalla sua roccaforte nella valle dell’Eufrate, “l’Is ha preso il controllo di tutte le postazioni dell’esercito tra Al-Sukhnah e Palmira”, ha aggiunto Rahman. “Se l’antica città cade, sarà una catastrofe internazionale”.

L’Unesco descrive Palmira come patrimonio di “eccezionale valore universale”. Vi sono i resti monumentali di una grande città che è stata uno dei più importanti centri culturali del mondo antico. La minaccia per i templi e le strade affiancate da colonne ben conservate grazie al clima del deserto, è una delle questioni su cui si discute alla conferenza internazionale in corso al Cairo sulla distruzione già provocata dai jihadisti sugli antichi siti di Nimrud e Hatra in Iraq.

Nel corso dell’avanzata ventisei persone sono state uccise dall’Is.
Secondo l’Osservatorio 10 delle vittime sono state decapitate. “Gli jihadisti – afferma la Ong – hanno giustiziato 26 civili, di cui 10 per decapitazione, per la loro collaborazione con il regime”. Nei villaggi vicino il sito archeologico Palmira l’armata si era ritirata.

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