| categoria: editoriale

A chi serve fare un eroe del leader della Lega?

Matteo Salvini avanza come un panzer in territorio nemico, affronta i contestatori, li cerca e li sfida in nome della democrazia. Il suo profilo cresce e cresce anche il consenso popolare. L’uomo che non guarda in faccia nessuno, che ha il coraggio di rivendicare le proprie idee, che parla chiaro, senza ipocrisie. Come non essere d’accordo con lui? Che scherza, sorride, è alla mano, non si nega a nessuno, chiede mille volte scusa? La sinistra, soprattutto quella estrema, gli sta facendo grossi favori, perché enfatizza la sua presenza anche dove senza contestazione passerebbe francamente inosservata. Un effetto boomerang che potrebbe costare cara in territorio che cominciano ad averne abbastanza del monopolio della sinistra e che certo non andranno mai nelle braccia di Berlusconi. Quindi Lega o Cinque Stelle? La strategia di Matteo Salvini è lucida, in Puglia, in Toscana, in Umbria, Liguria, nella capitale. Sbaglia poco o nulla, fa sbagliare i suoi avversari. E’ sicuramente un personaggio nuovo, ma gli avversari credono di esorcizzarlo trattandolo come un Ufo. Se lo invitassero al tavolo e dialogassero con lui probabilmente disinnescherebbero questa mina vagante. Chissà che ne pensa il machiavellico Renzi

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