| categoria: politica, Senza categoria

Giustizia, Anm attacca: riforme timide e incoerenti

«Timidezza riformatrice», «incoerenza», «scelte di compromesso nascoste dietro interventi deboli che troppo spesso hanno caratterizzato le decisioni adottate dalla politica». Torna all’attacco l’Anm sui provvedimenti che riguardano il processo civile e quello penale, la discussione sulla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura e i disegni di legge su corruzione e prescrizione, nei quali i magistrati vedono «segnali di arretramento». È il presidente dell’Associazione, Rodolfo Sabelli, a riprendere il tema in apertura del Comitato direttivo centrale, convocato per dare seguito alla proteste contro la responsabilità civile dei magistrati decise nell’assemblea generale del 19 aprile. Una delegazione dell’Anm incontrerà il ministro Andrea Orlando, venerdì prossimo. Sul tavolo proprio «il forte disagio per le bene note disfunzioni che affliggono la giustizia». Rispondendo indirettamente a chi accusa l’Anm di fare politica, ha sottolineato che «l’associazione non può esimersi dall’intervenire e dall’elaborare proposte che suggeriscano soluzioni ragionevoli». Come sul tema della prescrizione e delle intercettazioni. Il dibattito pubblico, ha rimarcato, «si è spostato dall’azione di contrasto al tema delle intercettazioni e della loro pubblicazione». Parlando del «travagliato iter di approvazione dei disegni di legge su corruzione e prescrizione», Sabelli ha rilevato come portino sì «interventi innovativi ma anche segnali di arretramento, con proposte che insistono meno sull’azione di contrasto e più sulla riforma delle intercettazioni». Si è affievolito, a suo avviso, l’interesse «verso la questione morale»: «All’interno delle istituzioni pubbliche», ha quindi aggiunto, cresce «una timidezza che limita gli effetti delle riforme e riduce l’impegno nel rafforzamento degli strumenti di contrasto alla corruzione». «Timidezza» è anche uno degli aggettivi usati, in riferimento al contrasto alla corruzione, nel parere che la commissione del Csm ha votato all’unanimità e dovrà essere esaminato dal Plenum mercoledì prossimo, alla vigilia del voto in Aula alla Camera sul ddl. È da lì che Sabelli è partito nel ragionamento. Come affermato in un’intervista a Repubblica, ribadendo le posizioni già espresse, sul tema della prescrizione «bisogna avere più coraggio» e «sterilizzare i suoi effetti negativi bloccandola definitivamente almeno con la sentenza di primo grado». In sostanza, non un intervento spot sulla corruzione, ma una riforma della ex Cirielli. Sulle intercettazioni, il dibatto – ha spiegato Sabelli – non può essere ridotto ai ragionamenti sulla pubblicazione o meno. Occorrono, è la richiesta, contro la corruzione, gli stessi strumenti utilizzati contro la criminalità organizzata.

Ti potrebbero interessare anche:

Pressing di Alfano sul presidenzialismo. No di Sel e Rodotà
Segreto bancario addio, da lunedì i nostri conti correnti in mano al Fisco
Zero tagli in sanità, la prima volta in dieci anni
"Indagine sociale" su Berlusconi in vista dell'affidamento
Espulsi da M5S i consiglieri dissidenti di Livorno
L'Appenino si 'gonfia' a causa della pioggia



wordpress stat