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Viterbo: autovelox-truffa per fare cassa? Indagati prefetto e vice

Un autovelox messo là, in fondo a un lungo rettilineo su una strada provinciale. Limite di velocità, inspiegabilmente, 50 km/h. Una media di 3500 multe al mese. E un sospetto diventato inchiesta della magistratura: che quell’autovelox sia stato messo là non per ragioni di pubblica sicurezza ma apposta per fare quelle multe e fare cassa. Succede vicino Viterbo, sulla strada provinciale 311 Nepesina, quella che collega Monterosi a Civita Castellana.

Per questo autovelox sono indagati in diversi dalla Procura di Viterbo: prefetto e vice prefetto, l’ex direttore della Polizia stradale, una funzionaria della Provincia e i manager delle società appaltatrici. Concussione e abuso d’ufficio i reati ipotizzati. Perché come racconta Fulvio Fiano sul Corriere della Sera, per questo autovelox sono arrivati centinaia di ricorsi. Il punto è che sia limite di velocità che luogo dell’autovelox non sembrano avere motivi “logici”. C’è una “relazione tecnica” che lo giustifica che è finita nei faldoni dell’inchiesta. Scrive Fiano:

Concorrenti nell’abuso, secondo i pm Stefano D’Arma e Massimiliano Siddi, coordinati nelle indagini dal procuratore Alberto Pazienti, sarebbero Gianluca Longo, amministratore delegato di Safety21 e il presidente Domenico Mazzilli, già prefetto e direttore della polizia stradale della Tuscia. Indagati nella stessa società anche il direttore commerciale Paolo Tommasini, il responsabile dello stesso settore, Maurizio Bonissi, e il direttore sviluppo di Postetributi, Renato Del Balzo di Presenzano. Nelle sedi delle imprese -che hanno vinto appalti analoghi in altre province – la procura ha acquisto atti e documenti.Di cose poco chiare sembrano essercene diverse. Ancora Fiano sul luogo di collocazione dell’autovelox:
Qui l’associazione temporanea di imprese formata da Safety21 e Postetributi (gruppo Poste Italiane) ottine nel luglio 2014, senza gara, l’affidamento del servizio. Il prefetto Antonella Scolamiero (accusato di concussione con il suo vice Francesco Tarricone) decide l’installazione degli autovelox basandosi su una relazione tecnica dell’ufficio viabilità della Provincia, diretto da Flaminia Tosini (abuso d’ufficio)

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