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DISABILI/ Tra magistratura e politica dopo la sentenza del Tar

La riforma dell’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) entrato in vigore il 1 gennaio 2015 non smette di far discutere. Ormai se ne parla da più parti, il governo, a breve, presenterà il ricorso al Consiglio di Stato per chiedere la sospensiva delle sentenze pronunciate dal Tar in merito ai ricorsi presentati dalle associazioni di persone con disabilità, genitori e tutori. Un breve passo indietro, le associazioni chiedevano che dal calcolo Isee fossero tolte le indennità di accompagnamento e le pensioni di invalidità, calcolate dal nuovo Isee come reddito da lavoro, il Tar oltre ad accogliere le richieste ha anche considerato illegittime le franchigie previste per i maggiorenni con disabilità non autosufficienti e quelle più alte previste per i minori disabili. Il Tar del Lazio con le sentenze 2454/15, 2458/15 e la 2459/15 ha scatenato un vero e proprio terremoto nel governo che vede la sua riforma colpita sul nascere. Il governo, come ormai è sua abitudine, non vuole ammettere che nella riforma si andavano a toccare i diritti fondamentali delle persone disabili, infatti l’indennità di accompagnamento è un indennizzo erogato per permettere alle persone disabili di far fronte a una serie di necessità a cui lo Stato non riesce a dare risposta, non un reddito quindi, ma appunto un indennizzo. Le Associazioni però non stanno a guardare, una serie di iniziative di carattere informativo e organizzativo si sono svolte in Campidoglio e hanno visto la partecipazione di associazioni, istituzioni, semplici cittadini e rappresentanti delle consulte. Una rete di persone che si sono unite nel “Coordinamento Disabili Isee No Grazie” e che, insieme, proseguono nel lavoro di sensibilizzazione e mobilitazione per affrontare quello che sembra ormai alle porte, ovvero il ricorso da parte del governo. Che le intenzioni del governo non fossero delle migliori si palesava già all’indomani delle sentenze, esponenti della maggioranza e membri della commissione politiche sociali tuonavano contro il Tribunale, dicendo, in soldoni, che quanto prodotto dal Tar era un errore colossale, una sorta di lesa maestà. Aspettando le mosse del governo però le associazioni non stanno a guardare, un’iniziativa promossa dalla Presidente della Consulta permanente del Municipio II per le persone con disabilità, Carla Patrizi, in collaborazione con il Coordinamento Disabili Isee No Grazie riaccende il dibattito sulla questione partendo proprio dal territorio. L’evento vede la partecipazione di assessori, consiglieri municipali e rappresentanti della giunta capitolina. Una parentesi sul ruolo dell’assemblea capitolina riguarda invece la delibera numero 9 del 12 marzo 2015 approvata con 21 voti favorevoli e 2 soli contrari, che viola il giudicato del Tar determinando così la nullità della stessa delibera, ai sensi dell’art. 21, comma septies, della legge 241/90.
Tra politica e magistratura restano comunque i problemi che le persone con disabilità vivono tutti i giorni dovendo districarsi nella burocrazia per vedere riconosciuti i propri diritti, ad oggi, pensare che il governo faccia un passo indietro è quantomeno ingenuo anche se, ancora non risulta depositato alcun ricorso al Consiglio di Stato, per questo il 22 maggio alle 15.00 nel II Municipio in Via Dire Daua, 11 si tornerà a discutere per dare un segnale al governo che non saranno i disabili ad arretrare di un solo metro.

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